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PAGINATRE DI LIA CELI
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  UNA STORIA TUTTA DA RIDERE
Gianluca Neri, fondatore e prefatore Gianluca Neri, ideatore e macroboss di Clarence, è stato inopinatamente chiamato da Einaudi a stendere una prefazione per Salvare le modifiche prima di chiudere?, l'antologia di Paginatré di Lia Celi. Il risultato è sconcertante: è in pratica la storia della satira italiana negli ultimi dieci anni, con l'aggiunta di Salvo Lima, John Lennon e Ritorno al futuro. Ecco il testo di Neri, nella sua forma integrale e inedita: da leggersi a vostro rischio e pericolo...

Mettiamola giù così, subito: queste righe vi risparmieranno la tipica, pallosissima disquisizione sul valore, la funzione, l'etica e l'opportunità della satira. In cambio voi potreste essere carini e ignorare il fatto che avete acquistato un libro che si meritava una prefazione con tutti i crismi, e al suo posto avete trovato solo una vaga e incompleta spiegazione sull'origine di ciò che vi apprestate a leggere. Del resto qualcuno doveva pur occuparsi di questa pagina. Voi però vi siete incaponiti nel non volerla saltare. Eppure sapete bene che, mediamente, la prefazione è in grado di risvegliare nel lettore un'interesse pari a quello che raccoglie il bollino della SIAE a fine libro: un po' ve la siete cercata.
E' anche vero che potreste invece essere tra quei pignoli con ambizioni paranoiche che sono presi dal rimorso e non considerano un libro veramente "letto" se non iniziano dall'indirizzo della casa editrice e dai dati sul numero di ristampe che appaiono ancora prima della pagina con la dedica. E' per questo che probabilmente vi interesserà la storia di "Paginatré". Non ci si riempie una serata, ma è pur sempre un buon argomento.

"Cuore", lo storico "Settimanale di Resistenza Umana" fondato, tra gli altri, da Michele Serra, chiuse il 1° novembre 1996. Pochi non se lo ricordano, ma a quei pochi vale la pena di ricordare che era un giornale fatto di pagine verdi e titoli geniali tipo "Salvo Lima come John Lennon: ucciso da un fan impazzito", ed è stato la culla per molti dei satiri allo stato brado che giornali, radio, internet e tv si sono oggi equamente spartiti.
Ci ricordiamo un po' tutti la data esatta innanzitutto perché il tristissimo comunicato di chiusura faceva esplicito riferimento al giorno dei morti, e poi perché proprio la sera prima traslocammo in una redazione più piccola. Per dirla tutta, la cosa ci colse di sorpresa: quando sai che l'amministratore delegato si è adoperato in prima persona per spostare tutti i mobili un po' ti aspetti che non sia stato tanto fesso da non evitarsi la fatica. Invece "Cuore" chiuse. E lo fece d'improvviso, lasciando i lettori orfani del giornale e i redattori dello stipendio.
Il caso volle che due tra quest'ultimi si fossero lanciati qualche giorno prima nella folle impresa di sbarcare su Internet, con un sito proprio, slegato dal giornale: il tempismo fu assolutamente casuale. Il fatto che uno dei due protagonisti di quel tentativo di "primo contatto" risulti essere il sottoscritto e che il sito esista ancora getta un'ombra inquietante riguardo all'uso del passato remoto nell'ambito di questo racconto e rappresenta un giustificato motivo per un furtivo saluto con la manina ai gioielli di famiglia. Ma è la storia a richiederlo, quindi procediamo incuranti della sfiga. Completava la coppia Roberto Grassilli, uno degli uomini che può vantare la più alta percentuale di possibilità di raggiungimento della fama. Non fosse altro perché è dato ben piazzato su tre campi: come disegnatore, come miliardario fondatore di Clarence, e come marito di Lia Celi.
La scialuppa di salvataggio che ci dirottò dalla carta stampata alla rete si chiama "Clarence", dal nome dell'angelo indimenticato de "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Inutile specificare che si trattò di ben più di un tentativo: "Clarence" è oggi uno dei più visitati portali italiani e, secondo il parere di molti, l'unica testata che abbia davvero raccolto la gloriosa eredità di "Cuore".
Sebbene venga comunemente definito e recepito come sito "satirico", solo gli affezionati della prima ora sanno che le cose non sono affatto state sempre così. Nel primo anno in particolare, Clarence ebbe esclusivamente la funzione di punto d'incontro di una comunità di persone orfana del concetto di "resistenza umana". Era qualcosa di diverso, quasi "puro"; una libera piazza virtuale in un mondo asettico e impersonale come l'Internet di allora; una sorta di liberazione per quella fascia di persone per cui il computer rappresentava soltanto l'odiosissimo, complicato e saccente mezzo che in ufficio aveva più volte mandato a puttane il lavoro di mesi. Sembra poco, ma non è così. Di satira però - è questo il punto - nemmeno l'ombra. Nel 1997, in parte anche in seguito alle pressioni dei cuoristi che avevano insieme a noi venduto l'anima alla rete, fu automatico pensare a Lia Celi per una rubrica nella quale dare spazio al commento ironico sui fatti di attualità della settimana. Lia scelse il titolo in pochi minuti: "Paginatré", ulteriore omaggio a "Cuore" che proprio in terza pagina ospitava le geniali sferzate della sua penna.
Il fatto che il libro che avete tra le mani raccolga proprio quegli scritti rende superfluo specificare che la rubrica ebbe successo: tanto, e da subito. Migliaia di utenti che probabilmente non avevano mai sentito parlare di "mailing list" si abbonarono per riceverla gratuitamente ogni settimana nella propria casella di posta elettronica, esattamente come accade oggi.
Eppure, al di là della maestria dell'autrice, il fatto che rende straordinaria l'intera operazione è proprio il fatto che ne sia stato ricavato un libro. Il primo - che io sappia - basato su contenuti apparsi esclusivamente su Internet.
Il "di più" che manca a queste poche parole di introduzione è rappresentato da ciò che dobbiamo ai testi di Lia Celi che leggerete, per aver reso Clarence ciò che è. Se le dieci persone scarse di redazione che confezionano quotidianamente il sito lottando contro termini tecnici irripetibili e strumenti settecenteschi di tortura camuffati da linguaggi di programmazione sono oggi comunemente accreditate come abili e stimati satiri, il merito è tutto di Lia, che ha dato il ritmo e conferito uno stile preciso e particolare al lavoro di tutti.

Ad oggi, purtroppo, le risorse disponibili per i veri appassionati di satira sono tristemente limitate. Una tra le possibili richiede che si verifichi un numero improbabile di condizioni: 1) chiamarsi Marty McFly; possedere una DeLorean; 2) avere a portata di mano uno scienziato pazzo che ve la modifichi come macchina del tempo; 3) sgommare verso un'edicola della metà degli anni novanta e acquistare "Cuore" (con possibili interessanti itinerari alternativi: una capatina negli anni ottanta per assicurarsi una copia di "Tango", e una puntata veloce nei settanta per un numero da collezione del "Male"). La più semplice e attuale è però la 4), ovvero leggere "Paginatre" attraverso questo libro e poi sul web, ove ne troverete gli aggiornamenti settimana dopo settimana.

Non resta che concludere, facendovi puntigliosamente notare che - contrariamente a quanto qualcuno ha sicuramente sospettato accadesse - non è apparsa tra queste righe la veritiera ma abusata affermazione: "Lia Celi è l'unica scrittrice di satira donna". Vi sono state risparmiate questa ed altre nefandezze. Maligni che non siete altro.

Gianluca Neri

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  di S. Porro e G. Genna
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   data: 08 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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