Caro Sir Woodehouse, ci siamo permessi di chiedere questa
intervista perche' lei e' un nume tutelare per tutti gli scrittori
umoristici e anche per la devozione che da sempre Lia Celi le rivolge.
Ragazzi, tanta gentilezza confonde
questo vecchio pennaiolo. So bene che per i giovani autori e'
importante avere figure di riferimento, sia per studiarne lo stile
unico, sia pure per ispirarsi alla condotta di vita del medesimo. Ma
io non appartengo a nessuna di queste categorie. Mi sento come uno di
quei cosi che vengono fuori da un albero cavo, e lo dico senza
presunzione.
Eppure Lei e' spesso uno di quegli incontri che spingono chi
scrive a tentare di far ridere il prossimo. Lia Celi dice di doverle
qualcosa, lei che ne pensa?
Capisco cosa intende la mia gentile amica, di cui ho letto con
estremo interesse alcune opere editoriali. Onestamente, al termine di
"Boia per signora" (Sperling & Kupfer) ad esempio, non mi sentivo in
esattamente in piena forma. Nell'insieme parevo un uomo appena caduto
fra gli ingranaggi di una macchina bollente. Dopo aver scorso invece
"Il Cassetto ne Racconto" (Sperling & Kupfer) avevo l'aria di un
pesce molto morto, di quelli deceduti l'anno prima, finiti per caso
in una spiaggia solitaria.
E come mai, di grazia?
Vede, senza nulla voler togliere alla spiritosa collega, nei
suoi testi non ho trovato ne' castelli, ne' zie, ne' maggiordomi...
Oddio, maggiordomi forse si, soprattutto quando parla di telegiornali
Mediaset... Quel che intendevo e' che senza il mio mondo bizzarro di
feste nella campagna inglese mi sento come un granchietto della
Cornovaglia in un lago pantanoso del Worchester.
In effetti Lia Celi nel suo scrivere si accapiglia con la realta'
di oggi, cosa che a lei non interessa particolarmente.
A dir il vero, talvolta ho fatto indossare i guantoni ai miei
personaggi, per rispondere a sfide o regolare certe offese. Ma sui
vecchi ring di Piccadilly non irrompevano certo i mostri di cui leggo
nelle pagine della Celi. Mi tolga questa curiosita': ma davvero nel
vostro paese circolano questi gentiluomini patibolari, questi cani
rabbiosi in cerca di polpacci che dondolano da un ponticello?
Eh, forse ancora peggio, Sir... Lia in realta' con i suoi
paradossi, cerca di rimettere un po' d'ordine...
Questo e' apprezzabile. Mia zia Rohlda sosteneva sempre che
chi ama riordinare otterra' un posto privilegiato nel Regno dei
Cieli. Generalmente questo provocava l'immediata reazione stizzita
del reverendo Snodsbury, che le ingiungeva ogni volta di mostrarle da
quale testo sacro avesse mai desunto tale massima. I due finivano per
accapigliarsi come due istrici ad una svendita di puntaspilli. Ho in
mente maniere piu' eleganti di condurre una conversazione.
Uh, senza dubbio, senza dubbio. Ci perdoni, ma stiamo notando che
a forza di ciarlare in questo modo ci stiamo trasformando in quei
perdigiorno dei suoi racconti...
Secondo redattore di Clarence: Ehi! Come mai mi sono apparse le
galosce e ho in mano strumenti da giardinaggio?
Mi spiace abbiate tanta fretta, stavo per far servire il
pasticcio di rognone con il pudding. Vi prego allora di salutarmi
Lady Celi e di farmi avere una copia del libro con la sua dedica.