Jonathan Lethem è nato nel 1964 e si è imposto ormai come uno dei più interessanti autori di science fiction, se la SF viene intesa secondo la sua declinazione avantpop. Le storie di Lethem, per quanto iscritte nel qui e nell'adesso, o immaginate in futuri paradossali, sono purissime e sconcertanti allegorie dell'oggi.
L'esordio di Lethem avviene nel 1989, con la pubblicazione Aboriginal di The Cave Beneath the Falls. Da allora, Lethem ha scritto trentacinque tra romanzi e racconti lunghi, il più celebre dei quali è The Happy Man. Il più letterariamente complesso e virtuoso tra i suoi romanzi è tuttavia Gun, With Occasional Music (1994), una rielaborazione noir del cyberpunk che rifà il verso in maniera prodigiosa a Hammett e Chandler. L'ambientazione riproduce una California prossima e ventura, in cui gli spazi mentali a disposizione dell'umanità sono prodigiosamente annullati da una droga - il Forgettol - capace di indurre dimenticanza, mentre le persone vengono eliminate grazie a una serie di punteggi assegnati in base a infrazioni di regole e passi falsi. Clamoroso e inquietante - per quanto divertentissimo - videogame, l'allegoria di Lethem si avvicina alle migliori intuizioni e alle più geniali rese stilistiche di Steve Erickson, facendo del giovane autore una delle voci più importanti della nuova etichetta avantpop. Motherless Brooklyn - il suo ultimo romanzo - e Girl in Landscape riprendono i moduli della variazione apocalittica sul genere noir, inserendo, tuttavia, una profonda vena di meditazione filosofica - diciamo alla Borges - che affianca e approfondisce la prodigiosa capacità inventiva dello scrittore newyorkese.