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Monina: God less America
Dopo una peregrinazione sorprendentemente infinita, sia dal punto di vista fisico sia da quello editoriale, esce finalmente per i tipi Pbo Mondadori una delle esperienze letterarie, psicologiche e spirituali più sorprendenti ed esaltanti dell'attuale panorama narrativo italiano: è God less America. Da New York a San Francisco sulle orme del Boss, chilometrico titolo per il capolavoro di uno dei migliori scrittori trentenni italiani, forse il migliore in assoluto, Michele Monina. Per esoterismi di mercato e di editoria, essendo questo il libro più importante di Michele Monina, non esce come libro di Michele Monina - bensì come libro cofirmato anche da quel geniaccio pop di Cristina Donà. Lasciamo perdere la Donà: il libro è tutto Monina, al suo meglio. Si tratta di autore già noto: le sue raccolte di racconti e i suoi romanzi (tra gli ultimi titoli, Aironfric e Anime a losanghe) hanno sconcertato parecchi critici: questa è una scrittura dinamica e dinamitarda, questo è un polso velocissimo, un occhio sapiente e vorace, un nucleo aberrante ed elettrico di sensazioni condotte a sintesi o a dissociazione - la mente di Michele Monina è la letteratura pop italiana allo stato quintessenziale. Perdersela equivale a uno sfregio alla propria intelligenza. Questo romanzo (se ancora si può definire romanzo; ah, tra l'altro è allegato un dvd con riprese originali della Donà e di Monina stesso) è un coacervo di ogni modernità, arretratezza, paranoia e libidine che il nostro pianeta ci permetta in almeno due zone privilegiate: l'America come da titolo - e la mente di Michele Monina. Il libro è un viaggio: effettivamente compiuto dalla Donà e da Monina negli States, dopo avere ottenuto un mandato illimitato da parte di un'importante testata giornalistica. I due avventurieri avantpop, giunti sul devastante suolo Americano, sperimentano tutto quanto c'è da sperimentare: l'incendio delle Torri con annesso omicidio di William Vollmann, musei postmoderni improbabilissimi, incontri con David Foster Wallace e con lo spettro di Jack Kerouac, prodigiose alimentazioni in memorabili fast food on the road, attraversamenti in urbanistiche contorte e surreali, alloggi in non-camere di non-alberghi, interviste reali o supposte tali a Bruce Springsteen, pomeriggi caravaggeschi in automobili a cambio automatico, cittadine che la Corn Belt se le sogna, le Marche a stelle e strisce, i subbugli e i movimenti sociali e di stomaco. E' una cavalcata sensazionale non soltanto nel sogno americano: è una catastrofica incursione nel sogno italiano, che non sappiamo più bene cosa sia (a parte un unico italiano che invece pretende di saperlo e di inculcarcelo).Modulato con tutte le tecniche più intrusive dell'avantpop, qui utilizzate con una grazia, un umorismo e una naturalezza inediti per uno scrittore italiano, God less America è il risultato sincronico di occasioni perdute e riguadagnate al 200%, un continuo rilancio della posta in gioco, esacerbato e adrenalinico - e la posta, Monina, la vince sempre. A questa struttura epinefrinica è assolutamente congeniale la ramificazione delle note al testo: autentici pezzi di bravura, stilettate folgoranti e divertentissime, e anche divagazioni periferiche, in piena imitazione del contesto casuale del viaggio e della geografia che i nostri due eroi attraversano con beata incoscienza e fuochi d'artificio in testa. God less America è uno dei masterwork della generazione che sta adesso tra i 30 e i 40 anni. L'incredibile lavoro di Monina è energia allo stato puro riversata in forma di inchiostro e cristallizzata in più di 300 pagine che fanno saltare le sinapsi, ricostruiscono reti neuronali alternative, dileggiano se stesse e chiunque adotti la statua della serietà istituzionale a proprio emblema. Le questioni che Monina solleva, da bravo flaneur in acido, sono tuttavia gravissime, nodali, perfettamente inserite nel grande metabolismo che tenta di digerire un mondo male globalizzato - qui c'è materia per pensare, escogitare, fuggire e conquistare i cieli di San Francisco con una risata liberatoria (davvero, le ultime pagine, nel crepuscolo di Cisco, sono memorabili). Il Dio senza America di Monina resta lì, sospeso e inebetito: paradiso artificiale o meno, è chiaro che ha già accolto questa turboscrittura nei suoi cieli più alti. Rifatece il favore: leggete God less America di Michele Monina. Michele Monina (con Cristina Donà) - God less America. Da New York a San Francisco sulle orme del Boss - con dvd allegato - 14 euro Inviato da giuseppe genna , Mercoledì 29 Gennaio 2003
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