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Quasimodo: più della pietà

quasimodo.jpgSocietà delle Menti sta pubblicando, insieme a recensioni e interventi vari, testi e reprise di testi che siano intervenuti sull'orrore e il dramma, profondissimamente umano, della guerra e del tempo che dalla guerra irradia.
Da Mario Benedetti riceviamo e volentieri pubblichiamo un testo di Salvatore Quasimodo - poeta sul quale bisognerà tornare a ragionare - e una piccola ma decisiva nota. La poesia è tratta da La terra impareggiabile. Sotto la poesia, il commento di Benedetti.


Né la Croce né l’infanzia bastano,
il martello del Golgota, l’angelica
memoria a schiantare la guerra.
I soldati piangono di notte
prima di morire, sono forti, cadono
ai piedi di parole imparate
sotto le armi della vita.
Numeri amanti, soldati,
anonimi scrosci di lacrime.

Mario Benedetti wrote: "Di più della pietà, sentimento forse d’inerzia e quasi leitmotiv nella poesia sulle guerre , “scontato” si direbbe benché anzitutto auspicabile; più della pietà, rabbia, dolore esacerbato, presenza con tutto il proprio essere, profondo scuotimento interiore non passeggero, non semplicemente “sovratemporale”, ma che si riverbera nel nostro quotidiano vivere. La pietà è l’urlo dell’assassinato , scrive altrove questo grande poeta."

Inviato da giuseppe genna , Lunedì 24 Marzo 2003
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