Società delle menti
Sei qui: Clarence > Cultura & Spettacolo > Società delle Menti > Matteo B. Bianchi: Odio Dave Eggers
Clarence homepage [an error occurred while processing this directive]
NOVITA'
Clicca qui!
ABBONATI A FASTWEB

Scopri la MegaLinea FastWeb! Voce, Mega Internet e TV.
IN ESCLUSIVA
Il gioco del momento
Migliaia di giocatori s'incontrano online ogni giorno. Scarica gratis il client per giocare!

COOL!
Free Internet
Naviga velocemente in Internet al costo di una telefonata urbana da tutta italia. Prova la nuova Connessione
Per innamorarsi!
Qualcuno sta già cercando persone come te.
Incontralo subito!

BLOG
· My Sushi Blog
(27/04/2004 - 15:53)
E' un periodo della mia vita che mi sembra di correre ...


Clarence consiglia
Email Professional
Attiva gli indirizzi email per la tua azienda con spazio illimitato, antispam e antivirus..
CLARENCE MAX
ECCO MAX LUGLIO
SCOPRI CAROLINA!

La nuova sexy star che arriva dal palcoscenico del Grande Fratello 4

SMS GRATIS
 
 

Screensaver
Clicca! Clicca!
Clicca! Clicca!
Matteo B. Bianchi: Odio Dave Eggers

eggers.jpgmatteobbianchi.jpgVorremmo fare un po' di promozione a Matteo B. Bianchi (il tipo qui a destra), instancabile curatore della webzine 'tina, una delle menti della bellissima trasmissione radio Dispenser, scrittore e collaboratore a vario titolo di... ovunque. Cura un sito bellissimo: vi invitiamo a navigarlo a tutte le latitudini. Matteo B. Bianchi è un ambiguo ammiratore di Dave Eggers. Lo scrivente non adora Dave Eggers e lo considera il meglio del peggio: la macchina cognitiva e alienativa americana al suo stato quintessenziale, al punto più raffinato del suo funzionamento in letteratura. Però si tratta di un'opinione del tutto personale. Matteo B. Bianchi ne ha un'altra: eccola.

IO ODIO DAVE EGGERS
di Matteo B. Bianchi
Io invidio da morire Dave Eggers, anzi lo odio proprio, e per svariati motivi. Invidio la sua prosa fluente e inarrestabile, l'apparente scorrevolezza con cui scrive un romanzo di quasi quattrocento pagine e arriva ad aggiungerne un'altra cinquantina in un'edizione successiva. Invidio il successo strepitoso che il romanzo ha incontrato.
eggersopera.jpgInvidio l'anticipo miliardario che l'editore americano gli ha offerto sulla sola edizione paperback. Invidio l'entusiasmo con cui il libro era esposto nelle vetrine della City Lights Bookstore di San Francisco (dico: la libreria di Ferlinghetti, il punto preciso nel mondo da cui ha preso il via la rivoluzione culturale della beat generation, il locale dove Kerouack e Cassidy e Ginsberg e Dylan Thomas si incontravano per parlare di sesso, letteratura, sogni - e secondo me in quest'ordine preciso -, non una Barnes and Nobles qualsiasi). Invidio la stima che si è guadagnato con gli intellettuali di grido. Sono tutti motivi validissimi per invidiarlo.
Ma c'è una cosa che gli invidio ferocemente più di ogni altra ed è "McSweeney's".

Rewind: ammettiamo che non sappiate chi è Dave Eggers, quindi ignorate il suo romanzo e ancor di meno sapete cosa sia McSweeney's. Mi tocca spiegarvelo.
Dave Eggers è un giovane scrittore originario di Chicago, autore del romanzo autobiografico L'opera struggente di un formidabile genio. La trama, in sintesi, è piuttosto drammatica: un ragazzo ventiduenne assiste alla morte per cancro di entrambi i genitori, nell'arco di pochi mesi. Rimasto solo coi fratelli, lascia la nativa Chicago per andare a vivere a San Francisco con il fratellino minore di appena nove anni, affrontando i dubbi, le euforie, i brividi che tali indipendenza e responsabilità comportano.
Malgrado ciò che il contenuto suggerisce, il libro non è affatto tremendo (nel senso di doloroso, lacrimevole, tragico). Gli elementi del dramma infatti sono abilmente mescolati dall'autore con una studiata arguzia, una curiosità inesauribile verso gli aspetti più bizzarri del reale, una serie di lievi considerazioni sulla vita familiare… E presto il fulcro della narrazione si sposta verso il rapporto totalizzante e unico tra i fratelli rimasti orfani e il tono della vicenda scivola verso il divertente e l'entusiasta, passando dall'asfissiante atmosfera di dolore domestico all'inebriante senso di libertà e di scoperta che qualunque ragazzo appena ventenne potrebbe provare se lasciato in piena autonomia decisionale.
Narrativamente parlando siamo dalle parti dell'avant-pop, benché Eggers abbia la capacità ammirevole di mantenere uno stile di scrittura accessibile e perfettamente fluido anche quando lo sviluppo del libro svolta improvvisamente verso bizzarre ramificazioni, del tutto laterali alla vicenda principale (come un colloquio con una responsabile del canale MTV che occupa ben 60 pagine del volume).
Insomma, un bel romanzo, giovane quanto basta, intelligente quanto basta, avanguardista quanto basta, che ha avuto in patria e all'estero un successo esagerato (ben più di quanto sarebbe bastato, tanto per terminare l'analogia).
Forte di tale boom, Eggers invece di abbandonarsi sulle spiagge californiane a fare il surfista, a circondarsi di donnine bionde e pettorute, a sperperate in agiatezza i miliardi incassati, decide di trasferirsi un'altra volta. Va a New York e fonda una rivista sua, con annessa casa editrice. Le chiama (entrambe) "McSweeney's".

Fast-forward: adesso che lo sapete, potete capire meglio il motivo per cui lo odio. Perché non so quali siano i sogni degli altri sulla propria vita, ma il mio è esattamente quello di diventare ricco al punto da potermi permettere la mia personale rivista con casa editrice annessa. Esattamente.
Il nome "McSweeney's" proviene da un personaggio, tale Timothy McSweeney, forse inventato, forse no, che Eggers sostiene fosse l'autore di una serie di lettere deliranti indirizzate a sua madre quando lui era un ragazzino. L'idea è che ogni numero della rivista contribuisca a tracciare il profilo di questa mitologica figura con dettagli, ipotesi, indizi reali.
Invidio troppo Eggers per cercare di procurarmi i numeri arretrati della rivista, ma durante la mia vacanza a San Francisco un mese fa non ho potuto fare a meno di comprarne l'ultimo numero, il sesto. (25 dollari, per la cronaca, quasi 60.000 lire: ti odio ancora di più Eggers).
E che rabbia, che profondo risentimento nello sfogliarla e dover ammettere che… vaffanculo Eggers, è bellissima! Intanto ha una deliziosa grafica da libro elegante anni 60. Poi contiene interventi dei più disparati: racconti, disegni, foto, dipinti, poesie, ricordi personali su intellettuali scomparsi. Gli interventi sono firmati da alcuni dei più interessanti autori emergenti della narrativa anglo-americana, come il caso letterario dell'anno in Inghilterra, la scrittrice Zadie Smith. E come se ciò non bastasse alla rivista è accluso un cd: 44 tracce composte per la maggior parte dal duo musicale d'avanguardia dei They Might Be Giants. La colonna sonora originale del volume, i cui pezzi hanno una durata variabile, studiata per accompagnare la lettura di ogni singolo brano della rivista (hanno fatto dei calcoli empirici per stabilire la durata media della lettura dei pezzi narrativi).
E' sconfortante riconoscere quanto è geniale e accurato il progetto generale.

I motivi dunque ve li ho spiegati. Adesso se incontrate Eggers, fatemi un favore personale: sputategli in faccia da parte mia. Temo, temo terribilmente, che se dovessi incontrarlo io dal vivo finirei in ginocchio per l'ammirazione.

Pubblicato su Label # 3, Autumn 2001

Inviato da giuseppe genna , Giovedì 17 Aprile 2003
Ricerca
Download
Cerca qualunque contenuto archiviato in Società delle Menti.
  
È possibile diffondere liberamente i contenuti di questa rubrica utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0
   
Pubblicità su questo sito
(c) Clarence S.r.l. 1996-2005 Gruppo Dada S.p.A.
Clarence non è collegata ai siti recensiti e non è responsabile per i loro contenuti.
Connettiti con Clarence