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Sbancor: American Nightmare
![]() Dall'eccezionale fucina di Nuovi Mondi Media, la casa editrice che negli ultimi tempi mi pare la più incisiva quanto a proposta e innovazione culturale, esce come un lapillo letalmente incendiario l'atteso libro di una delle voci più misteriose e autorevoli della controcultura italiana: l'ormai leggendario Sbancor. Chi è costui? E' un papavero dell'alta finanza? Un grigio bancario che raccoglie voci di corridoio? Quanti anni ha? Dove vive? E' possibile rispondere cautamente: Sbancor è un esperto di finanza internazionale, occupa un posto piuttosto prestigioso in una grande realtà finanziaria italiana, soltanto pochissimi conoscono la sua identità. Tre anni fa era uscito per Derive/Approdi Diario di guerra. Potete leggere gli eversivi, informatissimi, circostanziati interventi di Sbancor su Indymedia, Rekombinant e Information Guerrilla. Di Sbancor, Nuovi Mondi Media ha pubblicato American Nightmare, uno dei libri più interessanti dell'anno: una sorta di romanzo reportage e saggio che vale una banca dati della controinformazione seria - un thriller alla Ellroy che entra in osmosi con un assalto alla Ziegler. Il tutto introdotto da una acutissima prefazione di Valerio Evangelisti.Che cos'è l'Incubo Americano che Sbancor svela in American Nightmare? E' il nostro incubo: l'incubo che dura da cinquant'anni, la fisionomia precisa di una forma di tentato dominio planetario - il sogno neoconservatore che, per noi viventi e umani, si tramuta nel peggiore degli incubi, appunto. Per delineare, con filologica acribia, il profilo di questo sterminato complotto che è a tutti gli effetti in atto dal dopoguerra a oggi, Sbancor dispone i suoi strumenti di aggressione, che sono: una sterminata banca dati di informazione, a cui può avere accesso lui insieme a pochi altri; una tecnica narrativa incisiva e raffinata; uno sconfinato amore per l'umanità e una passione politica altissima; un'apertura alare della mente amplissima e una capacità di esercizio della lucidità che provoca ammirazione stupefatta.
Con questo armamentario, Sbancor va alla guerra: una guerra le cui bombe intelligenti, per una volta, sono davvero bombe intelligenti, poiché sono le parole: le parole che dicono la verità. Queste parole svelano scenari, descrivono situazioni ignote ai più, tornano indietro nel tempo per rievocare fatti e li mettono in connessione con fatti successivi, dispongono un ordine che è cronologico e storico e poetico al tempo stesso. Insomma: questo libro è un atto di denuncia civile che costituisce uno dei primi assalti letterari in scala adeguata rispetto all'unico soggetto in grado di opporsi all'Incubo Americano: cioè il Movimento dei Movimenti. Anonimo e ricchissimo di memoria passione e stile esattamente come i Wu Ming o lo stesso prefatore Evangelisti, Sbancor entra nel ristretto novero degli intellettuali e artisti italiani che hanno rimesso in moto, alle nostre latitudini, la complessa macchina controculturale, ridandole dignità nel momento in cui le si ridà fondamento. Poiché questo è uno dei fattori non secondariamente differenziali dell'opera di Sbancor rispetto alla letteratura paracivile tentata in Italia negli ultimi vent'anni: col cavolo che ci troviamo di fronte alla "contaminazione dei generi", col cavolo che dobbiamo approcciarci a questo libro con canoni di critica letteraria - tutt'altro, qui ciò che è detto viene pronunciato a partire da competenze di economia, geopolitica, storia contemporanea, tecnologia militare e, certo, letteratura. E' Valerio Evangelisti, con perizia di logica aristotelica (meglio: di logica tomistica) a sottolineare la profonda rivoluzione di paradigma culturale che opere come quella di Sbancor comportano: "Contrariamente al vocabolario usuale, la metodologia dei 'cospirazionisti' è induttiva (dal particolare al generale), mentre quella di Sbancor è deduttiva (il contrario), ciò che è molto raro quando si parla di economia. E di impostazione deduttiva è questo libro, che, conformandosi allo stile dell'autore, miscela materiali apparentemente incompatibili: riflessioni di ampia portata e ricordi individuali, analisi rigorose e brandelli pudicamente accennati di storie d'amore, fino a concludersi col saluto a pugno chiuso a un amico ex partigiano appena morto, e con il ritorno, subito dopo, in quell'America adorata e detestata in egual misura (a seconda che si parli della vita delle persone o del sistema politico ed economico che la governa)". E' questo il fattore differenziale: si esce dall'oscura nebula con cui la cultura di destra ha ammantato la scienza storica delle cospirazioni. Sbancor offre un paesaggio che è mappato alla perfezione: ciò che racconta equivale alla vicenda JFK raccontata da Ellroy. Certo, Ellroy è un romanziere inarrivabile, Sbancor non si avvicina a simili vette, ma nemmeno mi sa che gli importa arrivarci. Non è questa l'angolatura da cui leggere, e non tra le righe, lo sviluppo di una tragedia mondiale che Sbancor racconta attraverso i canoni del thriller.Thriller, per l'appunto, eterodosso: inserti saggistici, lettere pubbliche, schede informative vanno a intrecciarsi a un racconto in forma di febbrile e coerente delirio. Tiriamo soltanto un filo della trama: possiamo allora dire che American Nightmare è anche la storia dell'agente Cia Ted, anzianotto ormai, che ha partecipato alle covert operations più devastanti degli ultimi trent'anni di vita dell'Agenzia. Il tutto collassa l'11 settembre 2001, mentre crollano le Torri e brucia il Pentagono, tragedia nella tragedia intorno a cui Sbancor effettua una sorta di controinchiesta non soltanto narrativa e ben distante dalle maliziose stronzate di Meyssen e dei suoi compari. Il pendolo che Sbancor fa impazzire dall'oggi (l'11 settembre, Genova, la guerra in Afghanistan) allo ieri (soprattutto la politica della funebre trimurti Kissinger-Huntington-Brzezinski) scandisce le fasi irregolari di un precesso di ricostruzione dell'irregolare: la violazione della regola come scientifica operazione di controllo sociale viene impalata da Sbancor con tutti i crismi della conoscenza e della partecipazione politica e passionale. Accelerazioni improvvise, schegge di rivelazioni che vengono a ricomporsi per ricostruire il vetro infranto. Una tra molte, giusto per intenderci: "Tutto comincia con 'Executive Order 12333' durante la Presidenza Ford. Vietano l'omicidio politico alle Agenzie di Stato. Ma non vietano al Presidente di ordinarlo. Solo non può essere un funzionario pubblico a sparare. La distinzione è sottile. Lì si privatizzano l'intelligence e la sicurezza. Agenzie private sostanzialmente autonome, e non sottoposte all'approvazione del Congresso. EATSCO, Stanford Technologies, Intercontinental Industries, E-Systems, Southern Air Transport, e soprattutto Wackenhut, quella banda di assassini". La verità è semplice: la si pronuncia in un minuto e mezzo. Ma quanto tempo, energia e umano disgusto si è dovuto affrontare per venirne a conoscenza? E' proprio di questo impegno personale che tutti noi dobbiamo ringraziare Sbancor e il suo American Nightmare. Sbancor - American Nightmare - Nuovi Mondi Media - 12 euro Inviato da giuseppe genna , Venerdì 23 Maggio 2003
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