Stefano Dal Bianco è nato nel 1961 a Padova, dove si è laureato, sotto l'insegnamento di Pier Vincenzo Mengaldo, con una tesi in critica stilistica sull'opera di Andrea Zanzotto. Nel 1991 ha pubblicato presso Crocetti Editore la raccolta di poesie La bella mano, sulle tracce della linea formale di cui Cesare Viviani è stato il massimo esponente tra gli anni Settanta e Ottanta.
Dopo avere fondato e condotto insieme a Mario Benedetti, Giulio Mozzi e Fernando Marchiori la rivista Scarto minimo, nel 1993 Dal Bianco si è trasferito a Milano - dove tuttora vive -, per lavorare in qualità di redattore capo al mensile letterario Poesia. Nello stesso anno, la sua silloge Stanze del gusto cattivo è stata inserita nel primo dei Quaderni di poesia contemporanea editi da Guerini e curati da Franco Buffoni.
Dopo un dottorato di ricerca condotto sull'Orlando furioso, Stefano Dal Bianco ha pubblicato Tradire per amore. La metrica del primo Zanzotto (1938-1957), la più formidabile incursione che la critica letteraria ha espresso sul corpus del poeta di Pieve di Soligo. Insieme a Gianmario Villalta, Dal Bianco ha quindi curato la pubblicazione del prestigioso Meridiano in cui Mondadori ha raccolto le prose e le poesie di Andrea Zanzotto.
Nel novembre 2001, presso Lo Specchio di Mondadori, Stefano Dal Bianco ha pubblicato la raccolta Ritorno a Planaval.
Attestata su una linea formale che nel Novecento italiano ha i suoi massimi interpreti nell'ermetismo postumo di Zanzotto, in Sereni, in Fortini e in Viviani, la poesia di Dal Bianco è fortemente riconoscibile per l'impegno speso nell'elaborazione di strutture, ritmi e prosodie che riallacciano la tradizione al presente letterario, rielaborandone i vuoti, i lapsus, le mimesi, sia che essa si realizzi con sapienzialità formale acuta e vividissima, sia che si distenda in toni narrativi e prosastici.
|