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  BLACK FLAG: INTERVISTA
Valerio EvangelistiAREA EVANGELISTI
NEW UPDATE - Una nuova tappa della serie "Metallo urlante": recensione di "Black Flag", l'ultima avventura di Pantera, l'Eymerich del NO FUTURE creato da Evangelisti. Intervista con l'autore, testi, analisi, hyperlink e multimedia per celebrare il re del fantasy europeo.

Valerio Evangelisti Prima, secchissima domanda: Black Flag è l'esplodere di una saga centrata sul protagonista Pantera?

Non direi. Certo è che vorrei lavorare intorno a un nuovo libro della serie Metallo urlante, dal titolo Paradice, la lezione di "paradiso" nella delirante scrittura del serial killer americano Zodiac, peraltro citato anche in Black Flag.

Un'affermazione importante in Black Flag: scienza e politica sono la medesima forza. Cosa intendi?

Per me è un'autoevidenza. C'è una convergenza tra scienza e politica contemporanea, che vengono a contaminarsi in una forma nuovissima di biopolitica. La scienza non è asettica: oggi si muove in forma di ondata, che ha la sostanza di un positivismo di ritorno. Essa manifesta una sorta di afflato religioso, una tendenza alla spiegazione di tutto. L'ipotesi sarà forte, ma mi sento di formularla: la scienza contemporanea è l'organo di un fascismo moderno. L'intento ideologico della spiegazione totale nasconde invece buchi da ogni parte, come dimostra la demenziale Teoria delle Supercorde: un palese tentativo di porre rimedio ai calcoli che non tornano. Questo tentativo sottintende il movimento di una scienza sempre più incline all'astrazione.

Black Flag - di VALERIO EVANGELISTI - EinaudiConseguentemente, resta da individuare cosa passi attraverso i buchi che la scienza tenta di coprire. È la profezia dei vecchi fisici e mistici: in fondo a tutto c'è un nulla cosciente, che è la natura. Pantera sembra essere l'incarnazione di un mistico naturista di questa specie, schierato contro ideologi che sbandierano le verità più diverse e assolute...

Pantera, in effetti, agisce con naturalezza. È uno sciamano, vive contemporaneamente in questo e in altri mondi, ma non teorizza né emotivizza ciò che sa. Per lui è del tutto naturale avvertire che l'intero universo, anche nei suoi aspetti oggettuali ed elementari, è una trama del pensiero. Per gli altri, che gli si muovono attorno, questa basilare evidenza metafisica va invece costruita e, una volta individuata, assume forme dure. In ogni caso, l'incomprensione è questa: individuare una verità estranea al pensiero. Pantera, invece, vede oltre questo mondo: sa a priori che il mondo sembra lo stesso di quello percepito dagli altri e invece è differente. Io mi sento di aderire a questo sincretismo operativo per cui ogni religione è giusta. L'importante è ravvisare che sotto tutto c'è pensiero.

La scienza sembra andare nella direzione opposta, sembra figurare se stessa quale avversario di Pantera.

Infatti. Pensiamo al dibattito intorno all'effetto placebo. Io credo che sia una delle scoperte più importanti a cui la medicina e la psicologia medievali sono giunte: il pensiero che cura, oltrepassando la mente dell'individuo, giocandole uno scherzo. Invece la scienza deride il placebo: cerca una sostanza terapeutica al di fuori del pensiero.

Il tema del controllo mentale di massa è centrale in Black Flag.

Proprio perché la riflessione concerne il movimento di estremizzazione a cui accennavo: si esteriorizza il pensiero, si pensa che la sostanza dura ed esterna del mondo non sia pensiero. In questo senso, la mente crea il mondo: pensa che sia effettivamente sganciato dalla sua scaturigine, che è pensiero, cioè la coscienza di certe dottrine metafisiche orientali. Questa separazione dà voce e indipendenza al mondo dell'oggettistica: le cose non sono affatto esterne ai processi del pensiero, parlano, vivono di vita propria. Attraverso questa deviazione psichica e biologica, che viene imposta all'umanità, noi possiamo ravvisare gli esiti più allucinanti del processo di condizionamento massivo. In che senso, allora, io sono antiamericano? Proprio per questo: l'americanizzazione consiste nel concedere il primato alle cose, agli oggetti, che finiscono per condizionare, per elaborare una propria vita che si schiera contro l'umano. È questa la civiltà del Metallo Urlante.

È l'interpretazione più verace dell'analisi sul feticismo e sull'alienazione compiuta da Marx...

Purtroppo il discorso di Marx è stato misinterpretato sia dai sostenitori sia dai detrattori. Io interpreto l'oppressione di cui cade vittima l'uomo quale separazione dell'uomo dal pensiero, e quale riduzione alla monodimensionalità di cui trattava anche Marcuse. Il potere monodimensionalizza l'uomo attraverso l'imposizione di un orologio impazzito, totalmente costituito da oggetti e stati extraumani, che obnubila il mondo umano attraverso una nube psichica emanata dall'oggettistica.

Chi si oppone a questa metafisica nera della tecnica è, implicitamente, un asceta. Pantera è la figura dell'asceta?

Direi che si tratta di un asceta impreciso: lo è senza cercare di esserlo. Pantera non si fa spaventare dalle cose. Sa che le cose scaturiscono dal pensiero, il quale si condensa in universo. Le cose possono risultare nemiche, ma in fondo esse sono ciò che siamo noi stessi: Pantera conosce con naturalezza questa verità. Ha una percezione degli elementi, dico terra acqua aria fuoco, molto simile a quella ippocratica e medievale: si tratta di pensiero a gradi differenti di raddensamento. L'universo è lui stesso.

Citi la teoria degli elementi, ma al tuo elenco ne manca un quinto: l'etere. L'etere è l'elemento coscienziale che permea tutto, che vede tutti gli elementi. Per restare in metafora, è la letteratura l'etere?

A mio parere, sì. La letteratura è una potenza vicina alla quintessenzializzazione del mondo. La letteratura, seppure non in maniera ispirata o parareligiosa, dispone comunque di una vicinanza adatta a cogliere la natura profonda del reale, individuandone la trama fitta di pensiero invisibile. La letteratura fa accedere all'intuizione supermentale: al pensiero oltre alla mentre concreta e individuale dell'uomo. Diciamo che la sua forza è transpersonale. Seppure lontano da suggestioni ermetiche (in senso letterario), penso allo scrittore come a un mediatore importante e privilegiato. Non a caso, nella civiltà del Metallo Urlante, dalla letteratura viene bandito il delirio. Sotto quest'aspetto, la narrativa italiana è un caso emblematico: il suo storicismo maldigerito, il suo crocianesimo deteriore altro non sono che travestimenti della standardizzazione imposta dal Sistema. Il verismo assoluto da cui siamo afflitti si contrappone esattamente a ciò che difendo (e, garantisco, non lo difendo affatto ingenuamente): il fantastico. La mia difesa della letteratura fantastica è un bastione nei confronti di una capacità umana che il Sistema mette a repentaglio: la facoltà di alludere, magari senza tecnica e con rozzezza, all'indistinzione finale di fisico e metafisico.

  Valerio Evangelisti, Black Flag, Einaudi Stile Libero, 8.20 euro

  di Giuseppe Genna
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   data: 9 mag 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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