Esattamente come il serial killer creato dalla sua morbosa fantasia, Hannibal Lecter, poco si riesce a sapere della vita di Thomas Harris, il più geniale creatore di horror e thriller di questi ultimi anni.
Dalle scarse fonti a disposizione, si induce che Harris è nato a Jackson, in Tennessee, nel 1940. Si sa anche che è cresciuto nella città natale di suo padre, Rich, nel Mississippi. E' a Riche che Thomas Harris è cresciuto e ha studiato fino all'università, che ha svolto in una nota località dell'immaginario nero statunitense, Waco nel Texas, dove si è laureato in letteratura anglosassone. Si è sposato in quegli anni con Harriett, da cui ha divorziato durante i Sessanta. Harriett e Thomas hanno una figlia, Anne.
Qui sta tutta la biografia nota di Harris. In effetti ai suoi cultori - una fiumana planetaria - non interessa molto della vita del loro scrittore preferito. Interessa, anzitutto, l'attività letteraria che, grazie soprattutto a Red Dragon, lo ha catapultato nel gotha dei produttori di bestseller a livello mondiale. Le ossessioni macabre e anatomopatologiche di Thomas Harris nascono grazie all'esperienza maturata a New York (dal '68 al '74) in qualità di corrispondente per la cronaca nera della Associated Press.
Nel 1975, Harris la fa sporca e pubblica il suo primo libro, Black Sunday. La fa sporca perché si arroga il progetto del libro che era stato pensato insieme a due colleghi giornalisti, Sam Maull and Dick Riley, che avevano dato un contributo non indifferente alle ricerche relative al tema del romanzo (essenzialmente, il terrorismo di matrice islamica e il fenomeno del reducismo dal Vietnam). Il plot è buono, il libro diviene bestseller prima e film dopo (la regia è di John Frankenheimer): Harris può dedicarsi unicamente alla professione di romanziere.
Red Dragon esce sei anni dopo il primo thriller. E' perfetto, è una delle creazioni più alte del thrilling americano. Viene introdotta, in RD, anche la figura che è destinata a sconvolgere la storia del genere letterario a cui appartiene: nasce il dr. Hannibal "The Cannibal" Lecter, psichiatra tramutatosi in psicotico, la cui insaziabile passione è l'insaziabilità per la carne umana. Da Red Dragon un cupissimo Michael Mann ha tratto la straordinaria versione cinematografica di Manhunter.
Nel 1988 esce The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti), il maggiore tra i successi di pubblico e critica tributati a Thomas Harris. La storia dell'agente Clarice Starling e della torbida relazione non consumata tra lei e il dr. Lecter inchioda il pubblico anche al cinema, grazie all'imperiosa versione cinematografica resane da Jonathan Demme, con uno strepitoso Anthony Hopkins e un'algida ma tremante Jodie Foster.
E' del 1999, dopo più di dieci anni di silenzio da parte di Harris, Hannibal, l'ultima, catastrofica produzione paraletteraria di questo geniale autore che, nel corso dei suddetti dieci anni, ha perduto tutto il genio. Imbarazzante e straccione, il nuovo romanzo di Harris arriva a sfiorare la parodia di Harris. Delusioni multiple da parte dei fan, mentre già Hollywood si è messa in moto per traslare l'assurda trama di Hannibal su grande schermo...
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