Tutto ciò che Clarence ha dedicato al genio della letteratura horror. Decine di pagine con recensioni, estratti dai libri, interviste e file audio. Un'autentica enciclopedia web sull'universo da incubo di Stephen King.
Doveva essere il terrore delle case editrici. Stephen King aveva deciso di tagliare fuori il suo editore, vendendo direttamente in Rete, capitolo per capitolo, il suo nuovo libro The plant. I lettori potevano, se volevano, secondo un nobile gentleman agreement, versare l'obolo di un dollaro (in seguito aumentato a due). Beh, le case editrici possono stare tranquille e smettere di rompere l'anima ai lettori con la storia infinita dell'e-book. Stephen King sarà ancora costretto a ricorrere ai loro editor, che lo strapagheranno in cambio dei suoi libri. I lettori Web, a differenza di suddetti editor, non lo hanno strapagato e lui ci è rimasto male: ha deciso di ritirare le pubblicazioni via Rete. Chi ha pagato l'obolo è ovviamente irritato. Forse Stephen King non si è nemmeno reso conto di quanto, ultimamente, deve all'imporsi delle Web communities. Era un autore stracotto, che non pubblica un romanzo degno da parecchio tempo. La circolazione delle mitologie di Rete lo ha eletto ad autore prediletto tra i navigatori di tutto il mondo. Con un'inevitabile conseguenza: dopo la rinuncia a continuare la pubblicazione di The plant, il Web si sente tradito da un romanziere che ha coccolato e messo sul piedistallo digitale.
Che significato attribuire al misero 46% di paganti per la quarta puntata del nuovo libro dell'autore di IT? La Rete è spilorcia? Probabilmente no. E' soltanto l'ultimo capitolo di una storia - breve ma significativa - che si trascina dal '94, quando editori e scrittori si chiesero: e adesso? E' ben vero che il Web spiazza la letteratura nell'anello più ambiguo della sua catena produttiva - cioè la distribuzione -, però è anche vero che la Rete non è un mercato, come si ostinano a non comprendere i faciloni che vogliono fare grano grazie ai modem.
Speriamo che Stephen King, uno dei pochi narratori in grado di abbattere davvero le barriere tra alta e bassa cultura, torni a concentrarsi. Anziché pensare a più o meno raffinate procedure di scambio economico, si rimetta a fare quello che sapeva fare: scrivere libri...