Cominciamo da dove non dovremmo cominciare, cioè dalla quarta di copertina: "Attraverso un'introduzione volutamente frammentaria e vertiginosa, Roberto Cotroneo rilegge tutta la produzione di De André senza mai dimenticare la musica che ha accompagnato le parole.
Disegnando un ritratto sorprendente e inedito di un grande intellettuale di questi anni". Ecco come si massacra, in uno stesso istante e con un unico gesto, la credibilità di un grande cantante e l'onorabilità di ogni intellettuale del Belpaese: perché De André cantava benissimo strofe di canzonette che erano "poesie in musica" soltanto in un'accezione giornalistica; ma da qui a dire che De André è stato "un grande intellettuale di questi anni", beh... A meno che non si intendesse dire che Cotroneo è "un grande intellettuale di questi anni"... allora, sì che avremmo la prova definitiva della scellerata sciacallaggine del torbido duo Cesari-Repetti, che cura l'assurda collanina brizzolata per quarantenni in improbabile esilio da se stessi. Chi può superare la perversa fantasia che ha messo assieme questo tandem editoriale che sta tra Sai Baba e Antonello Venditti? Ma gli stessi Repetti e Cesari, se hanno messo insieme Vincenzo Mollica, il ciccione del TG1 che parla due volte sì e una sì di Benigni, e Roberto Cotroneo, uno che ha scritto per Mondadori Otranto, immortale capolavoro della letteratura trash di questi anni... Perché non fare curare il libro, che so?, da Rita Dalla Chiesa e Massimo Carlotto, oppure da Marco Columbro e Silvana Giacobini? Mah, forse sarà per le prossime disavventure dell'orrido binomio...
Mollica e Cotroneo (a cura di), Come un'anomalia, Einaudi, 32.000 lire
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