Chitra Banerjee Divakaruni ha esordito con lo splendido La maga delle spezie, un romanzo giocato sull'incrocio tra amore e cultura delle erbe, tipicamente in linea con l'incanto del finto realismo indiano di cui è maestro Salman Rushdie. Sorella del mio cuore è meno furbo del libro d'esordio e forse è per questo ancora più incantevole, delicato e crudele al tempo stesso. E' la storia di due cugine nate lo stesso giorno: nascite premature che hanno a che fare con un misterioso accadimento che concerne la vita dei loro rispettivi padri. Sudha è bellissima; Anju, invece, è bruttina. Eppure le ragazze si amano teneramente e fra loro si costituisce un potente legame affettivo, che nulla sembra in grado di infrangere. Ma quando si deve consumare, per entrambe, il matrimonio (rigorosamente combinato, secondo gli usi e costumi indiani), ecco che entrambe vengono a sapere di un segreto devastante, che è destinato a mutare per sempre il loro rapporto. Sorella del mio cuore dispiega un arco di tempo lungo anni e mette in scena luoghi e itinerari indiani e americani, mentre le cugine crescono separatamente e si preparano a un destinale reincontro. Il legame tenero e tenace tra Sudha e Anja costituisce lo scheletro portante del romanzo, nel quale Divakaruni è magistrale a investire un àmbito domestico di una poesia trasognata e realista al tempo stesso. E la verità che Anju esprime ("Nonostante tutte le mie insicurezza, nonostante gli oceani che presto ci saranno tra noi e gli uomini che già ora sono tra noi due, non posso fare a meno di amare Sudha. E' una mia verità. Ed è il mio destino") è il sigillo a un libro che gli amanti della letteratura dovrebbero leggersi.
Chitra Banerjee Divakaruni, Sorella del mio cuore, Einaudi, 28.000 lire