Paul Wilson è un piccolo pubblicitario che l'ha fatta grossa. S'è inventato i Piccoli Libri: della calma, della calma in ufficio, dell'amore, dei piaceri. Sembra un pirla venuto da un pianeta di un'altra galassia, che ignora ritmi e nevrosi della vita contemporanea, impara di cosa si tratta e sentenzia che sono inesistenti. E' un ridicolo messia laico che in passato dev'essere stato stressato non poco, uno di quelli che dello Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta apprezza soprattutto l'idea del titolo che le motociclette sono aggeggi indispensabili. E' come Osho, ma senza cappello grunge e senza tunica arancione. Spara ovvietà da Calindri a Carosello, tipo: se siete nervosi, state calmi, ci guadagnate.
Immaginate la vita che fa Paul Wilson: tra agenti letterari, ammiratori, webmaster che gli offrono sconvolgenti prospettive grazie a Internet (qualcosa che Wilson definiribbe: "una rivolozione, ma tanto tutto va come prima"). Insomma, immaginatevi un'esistenza integrata, altoborghese. Questa è la vita stressante che fa un autore di successo, e fino a prova contraria Wilson è un autore di successo. Gli è capitata la sorte di Epicuro coi libri da mille lire, a parte il fatto che i libri di Wilson costano quattromilanovecento lire (non sappiamo ancora bene a quanti euro ammonti il tutto). L'unico caro augurio che si può formulare a PW, francamente, è di prendersi una scorta di psicofarmaci: gliene serviranno, se il trand (come probabilmente lo chiama lui) continuerà.