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  LA BUSTINA DI MINERVA di UMBERTO ECO

Eco E' dal 1985 che Umberto Eco, quindicinalmente, ci spacca le palle dall'ultima pagina de L'Espresso. In realtà, ci rompe le palle da molto prima, ma mai con la stessa saccenza e la medesima finta profondità con cui verga le pagine della rubrica posseduta - anima e corpo - dallo spirito caraccioliano. Vecchio intellettuale in odore di massoneria, adepto fedele dell'illuminismo più peloso della Penisola e forse del Continente intero. Il grottesco moralismo, leggero e aereo come il Dumbo di Disney, aleggia e grava sulla testa dei singoli, affezionatissimi lettori delle chicche di cui Eco si è reso colpevole in questi anni di vergognoso disimpegno (degli italiani, non suo: lui si impegna una cifra...). Ed ecco, dopo un decennio di pubbliche fustigazioni alle eccezioni della normalità, che a Eco viene in mente la geniale idea di marketing: raccogliere le "bustine" e oplà, un libro è già bello che pronto. In concreto, quali sono queste chicche, microattentati all'intelligenza, individuale e collettiva, degli italiani? Perché nulla resti impunito, riportiamo le uscite di Eco che Enzo Golino cita nel suo articolo, autentico rapporto orale effettuato sul cervello del professore bolognese: "Pensi di aver esaurito tutti gli Eco disponibili, ma dal bagaglio delle molteplici incarnazioni di questo Professor Proteo spunta l'erudito che sciorina un elenco di titoli e di autori il cui suono, di ubriacante elitismo, convince rapidamente ad amarli di passione forsennata (nonostante il sospetto che siano pura invenzione del subdolo bibliofilo). Nemmeno il tempo di una pausa, e dalle pagine si protende con scatto da centometrista il profeta visionario: intorno al 2150-2200, praticamente domani, «gli italiani saranno scomparsi dalla faccia della Terra». E «se si adottasse in tutto il mondo la soluzione d'emergenza» varata in Cina che «ogni coppia non può avere più di un figlio», nel giro di due o tre generazioni «perderebbero di significato le parole fratello, sorella, zio/zia, cugino/cugina». Leggendo leggendo, si ha la sensazione di andare su e giù in un vagoncino delle Montagne Russe, massima attrazione del Luna Park Eco, questa Disneyland dei segni (sarebbe piaciuta a Roland Barthes) dove le idee, tradotte in vorace giornalismo culturale, rimbalzano da un effetto retorico all'altro. Un'altalena di allegra pedagogia, intimazioni semiserie, gelide incazzature, parodie scatenate. Una raffica di spot antropologici sull'italica specie (e non solo), sparata con il gusto carnevalesco e lo spirito gaudente e sovvertitore dell'antica goliardia medievale. Una garanzia di serietà. Del resto è il Medioevo, culla dei clerici vaganti protetti dal biblico diavolo Golia, uno dei secoli prediletti da Eco". Non c'è limite alla vergogna, però all'intelligenza sì.

Umberto Eco, La bustina di Minerva, Bompiani, 23.200 con sconto Ibs

  di Giuseppe Genna
   data: 7 mar 2000 protezione contenuti: assente Aiuto  

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