Coraggio. E caffè. Ecco quello che ci vuole per affrontare il nuovo libro da solista di Piero Pelù. Ma per fare le cose in grande, tirate fuori dal cassetto i vostri temi di terza elementare e fate un confronto: non dovrebbero esserci differenze nella sintassi del periodo tra il vostro compitino fanciullesco e quello del Pelù più maturo. Qualora ci fossero, evidentemente già in terza elementare scrivevate meglio di lui;.
L'ex leader dei Litfiba non era mai caduto così in basso nenache con rime e figure retoriche: se avevamo tollerato l'ardito chiasmo del ritornello di Spirito ("spiritooo, liberoooo, e son contentoooo quando mi balli dentrooo") , siamo ora costretti a urlare la nostra disperazione di fronte al titolo del suo nuovo libro: "Perfetto Difettoso". Mai nessuno aveva osato tanto: un'allitterazione, una figura etimologica e un ossimoro in sole due parole erano una vetta non ancora raggiunta dalla letteratura italiana. Pelù ci è riuscito, peccato per lui.
Per il resto il libro è un insieme più o meno sconclusionato di racconti e dati sulla vita e la carriera di Pelù. Insomma, il vuoto assoluto o quasi. "Non è la rabbia ma l'ignoranza che uccide": perdonateci la citazione colta, che rimane il modo migliore per definire lo stato d'animo di chi scrive quando ha chiuso l'ultima pagina di "Perfetto Difettoso". Di chi è la citazione? D Pelù, naturalmente...
Piero Pelù, Perfetto difettoso, Mondadori, 25.000 lire (in libreria dal 14 marzo)