Temevamo, dopo Rave Girl, l'uscita del nuovo romanzo di Alan Warner. Se la picaresca vicenda di Morvern Callar vi aveva già messo sull'attenti, con Soprano non dovreste avere più dubbi: Warner non solum scrive male, sed etiam scrive sempre le stesse cose. Anzi, la stessa cosa: di sesso. Che tanto interessa e tanto fa vendere libri. Soprano racconta la storia di cinque ragazze scatenate che si recano a Edimburgo per partecipare alla finale di un concorso canoro. In realtà il loro intento è proprio perdere la gara: solo così infatti potranno dedicarsi a una nottata di bagordi sfrenati nella più rinomata discoteca della città. Ma, dopo aver alzato un po' troppo il gomito, per le cinque nostre sprovvedute incominciano i problemi. Ci fermiamo qui, anche se ci piacerebbe raccontarvi come finisce il libro per togliervi del tutto la voglia di acquistarlo. Se la forza dirompente dei nuovi narratori "british" è incarnata da personaggi come Alan Warner o Mc Liam Wilson, allora siamo proprio a posto. In Soprano non c'è trama, non c'è un senso narrativo che sia uno, persino la lingua è latitante. Se avete voglia di una storiellina inutile che vi faccia addormentare subito la sera, ecco quello che fa per voi. Se invece avete voglia di leggere un libro, magari anche bruttino ma che libro sia, passate oltre.