Romolo Bugaro ottenne qualche successo un paio di anni fa (ma con questo rumore di fondo, in effetti, sembrano due secoli), grazie alla ghenga Ballestrini & co., che cercava disperatamente gli eredi dei Cannibali, per evitare di essere cannibalizzata dall'inesorabile antropofago: il Tempo. Che Ballestrini abbia le pile scariche, lo si è capito da fantastiche operazioni come la prefazione al libro-cd di Lello Voce, uscito nella collanina poetica di Bompiani, dove il già passatello cabarettista napoletano viene definito "il migliore tra i poeti della nuova generazione", soltanto perché sforna emistichi inneggianti alla lotta contro la globalizzazione. Ma chi è più globalista di Ballestrini? Forse Barilli, che però fa parte della ghenga anch'egli...
Bugaro, poverino, è rimasto intrappolato dall'operazione di sordido maquillage delle ex-neo-avanguardie. Fosse vivo Fortini, avrebbe visto una clamorosa conferma alle sue profezie di Verifica dei poteri: in effetti, si trattava di un ritratto premortem di Ballestrini stesso. Bugaro non ha la perfida coscienza del suo cattivo maestro: ha soltanto un buon talento a sciorinare una lingua innovativa soltanto dal punto di vista lessicale. E' un po' poco per fare lo scrittore: ma oggi è più di quanto ci si possa aspettare (per esempio da gente come Ammaniti, da Brizzi o dalla stessa Ballestra). Ora Bugaro, dopo avere fatto finta di porre la critica alla brava e buona gente della nazione, ci racconta una vicenda che, secondo gli attuali parametri della stentorea narrativa italiana, è plausibile: il che significa che si tratta di una trama noiosa, improbabile, con parecchie strizzatine d'occhio all'attualità. La più vistosa tra queste strizzatine è la vicenda della moglie di un'assurda personalità alienata, che trova rifugio in una sètta improponibile. Apriti cielo (ma il cielo non si apre mai, giacché, come Dio, per Ballestrini e ghenga il cielo è morto)! Incomincia una noiosissima gimkana tra droga e altri amoro. Il tutto per dire che la vita, oggi, fa schifo. E' vero: la vita di oggi è schifosa, tranne quella di Ballestrini, che se la gode come un Papa rinascimentale.