Di libri così ce ne vorrebbero di più. Risolverebbero la crisi dei comodini traballanti e delle biblioteche asimmetriche in un battibaleno. Del resto, l'inventio narrativa di Claudio Ciccarone è da brivido caldo lungo la schiena: una tarma antropomorfa di nome Marta decide di andare in giro per il mondo e di convincere le altre sorelle tarme che cibarsi dei libri delle biblioteche è male, perché così si distrugge la cultura e si rende inaccessibile il sapere. Ma l'acme semantico del romanzo di Ciccarone giunge quando Marta incontra Cecilia, un'altra tarma molto colta, che ha vissuto a lungo nella biblioteca nazionale di Napoli dove ha imparato a rispettare i libri. Il finale di questa storia che annoierebbe anche Remì e che neppure Cicciobello si è degnato di leggere è, ovviamente, a tarallucci e vino: la tarma e i suoi compagni capiranno che l'unica salvezza per il mondo intero è nella cultura. Però!
Di Ciccarone sappiamo che è un bravo giornalista televisivo. Lo invitiamo a impegnarsi nella sua lungimirante carriera.