Quel geniaccio di Luigi Bernardi ha fatto ancora centro. Luigi Bernardi è il curatore della collana Euronoir di Hobby & Work, probabilmente la migliore iniziativa dedicata alla scoperta e alla promozione di validissima letteratura nera di produzione continentale e, al tempo stesso, una delle più belle e clamorose realtà dello stitico panorama narrativo italiano. A Bernardi dobbiamo la scoperta - in italiano - di Maurice Dantec, uno dei più promettenti autori di cyberpunk (diciamo pure neo-cyberpunk) e di thriller alternativi al modello americano.
Non pago delle reiterate scoperte con cui ci delizia, Bernardi si inventa adesso di pubblicare un noir scritto a quattro mani da una svedese e un olandese, Sjowall Maj e Ross Thomas. Come si può immaginare, dal popolo svedese e da quello olandese non è plausibile aspettarsi grande letteratura. E nemmeno La donna che sembrava Greta Garbo, in effetti, è grande letteratura. Non lo è soprattutto per la grammatica che viene spesa per raccontare la vicenda: dei monologhi interiori di un padre sventurato olandese o di un giornalista semifallito di Stoccolma, a ben vedere, può interessarci ben poco. Svedesi e olandesi reagiscono e pensano ben diversamente dagli italiani: e questa distanza si paga, anche leggendo un semplice thriller. Però va detto che la trama, la costruzione degli eventi, l'accelerazione e il brusco sviluppo della vicenda sono affascinanti: si lasciano leggere in un paio d'ore, continuando a inquietare chi legge con una delle fatidiche domande che segnalano la presenza di una narrativa interessante: "E adesso, cosa succede?". Intreccio per nulla improbabile (buon vantaggio di Svezia e Olanda sull'Italia) che coinvolge affetti familiari, servizi segreti, pornografi e puttane, venditori d'auto, hotel francofortesi e alberghi a Gamla Stain (la città vecchia di Stoccolma), questo noir è esattamente ciò che promette di essere: un noir. Il che, come sempre e oggi più che mai, è tantissimo.