Due palle così. Anticipiamo il nostro cauto giudizio sul libro, così da risparmiarvi almeno la recensione del medesimo. La forza del passato di pasoliniana memoria è la storia dello sfigato Gianni, un uomo assalito da fantasmi del passato di cui neanche immaginava l'esistenza. Il nostro eroe, un rispettabile scrittore di libri per bambini, scopre improvvisamente che suo padre, per hobby, faceva la spia per il KGB e, cosa ben più grave, che la sua amatissima consorte l'ha cornificato ben più di una volta. Distrutto da queste agnizioni improvvise, Gianni arriverà a nullificare la sua vita e a credere che anche i suoi libri, il suo principale punto di riferimento, non sono nient'altro che plagi e scopiazzature. Veronesi sembra predire con il suo libro alcuni particolari di cronaca divenuti ormai celebri (come il caso Mithrokin), e questo sembra essere l'unico motivo di interesse per il suo libro. Per il resto, storia, stile e fabula del romanzo sono tutti riassunti nell'incipit del romanzo: "Lei - pausa - è un uomo triste?" Due palle così, appunto...