Internet à la page. Carlo Formenti, filosofo outsider, battitore libero della saggistica, cultore dei movimenti alternativi, narratore della Science Fiction, si cimenta come cartografo delle pulsioni psichiche degli adepti della tecnoscienza. La mappa che si può ricavare da questo libro è suggestiva. L'universo delle nuove tecnologie viene interpretato alla luce di ciò che si agita negli spiriti misteriosi dei visionari protagonisti della rivoluzione tecnologica. Al di là delle apparenze, lo spessore del mondo della Rete si rivela intessuto di problematiche neo-religiose, spesso intrise di paganesimo e di gnosticismo, fino a coinvolgere personaggi come il gesuita Teillard du Chardin e la sua teoria della Noosfera. Si scopre così come l'etica hacker sia nata da motivazioni profondamente diverse da quelle anarco-terroristiche che le vengono appiccicate dall'informazione giornalistica e televisiva. Anzi, essa è legata visceralmente all'utopia di una liberazione di massa dal dominio tecnocratico e all'aspirazione di mettere il maggior numero di perso in contatto conla produzione e la diffusione del sapere. Basti pensare al fatto che Ted Nelson, probabilmente il maggior teorico dell'ipertesto, fu soprattutto un hacker. La ricognizione di Formenti nella cultura che gravita intorno a Internet, si allarga fino ad esplorare le implicazioni economiche e politiche del fenomeno. L'intento di Formenti è di sfatare la classica alternativa tra apocalittici e integrati, a favore di uno sguardo più disinibito, che accetta di confontarsi con l'ambiguità dei fenomeni che scaturiscono dall'uso sempre più diffuso dei new media. Un mondo caotico nel quale inevitabilmente convivono le fantasie oltranziste dell'anarcoliberismo di Kevin Kelly e l'utopia del marxismo cyberpunk.