Qualcuno fermi Vecchioni! O qualcuno lo aiuti. Dategli quella "donna con la gonna" ma tirategli via di mano penna e calamaio. Prima professore di latino e greco al Beccaria di Milano (pare abbia insegnato anche a Paola & Chiara), poi cantautore di successo, ora anche scrittore. O pseudotale. Ci dispiace ma questa a Roberto proprio non la si può far passare. Le parole non le portano le cicogne è una storia che sta a metà tra il libro Cuore (ma più pallosa) e Piccole donne crescono (meno conturbante). Vera, la diciassettenne protagonista, è la classica secchiona sfigata che preferisce un libro o un concerto di musica classica a una bella gita fuoriporta con gli amici. Qualche ragazzotto le ruota attorno, ma i suoi interessi e problemi sembrano essere altri. Un giorno, Vera incontra il professor Otto, glottologo di antica fama, col quale stringe una sincera amicizia. L'attempato accademico le insegnerà il valore della lingua e l'importanza di vivere a stretto contatto con la dimensione linguistica. Grazie a queste piccole lezioni di glottologia, Vera sarà in grado di superare la sua inquietudine esistenziale, ritrovando finalmente la pace col mondo.
Più commovente di "Storia d'una capinera" e più insulso de "La guerra dei bottoni", il nuovo libro di Vecchioni s'ha da dimenticare. Coperte dalla musica, le parole delle sue canzoni posso anche passare inosservate. Stampate sulle pagine di un libro, sono francamente troppo da sopportare...