Innanzitutto, l'autrice: Angela Scandura è nata a Catania e non è cosa da poco. E' dall'Ottocento a questa parte che quella città fornisce talenti alla cultura italiana, e la Scandura non dovrebbe sfigurare di fianco alla rosa dei suoi più illustri concittadini. Sospesa a metà tra Verga e Consoli, dell'autrice catanese si incomincia a parlare anche in riservati cenacoli letterari. Che Berardi la lodi, va bene. Che Franchini e Castelvecchi annuiscano col cipiglio di chi se l'è lasciata sfuggire, va ancora meglio. Cullata dal vivaio cinematografico di Antonioni, la Scandura arriva alla narrativa con un libro che conviene leggere per stare al passo coi tempi. La sedicenne Rosa, misteriosa quanto inquieta, si ritrova coinvolta in un duplice omicidio. Da qui la vicenda del romanzo si snoda nei vincoli di una metropoli immaginaria ma neanche tanto, dove si mischiano droga, frange militari separatiste, sentimenti morbosi personaggi bizzarri. Comune a tutti è Blue, solo ed esclusivamente Blue, la sorellina di Rosa morta ancora in fasce che però, misteriosamente, aleggia nella vita di tutti coloro che con lei hanno avuto a che fare.
La Scandura mostra di saperci fare col genere giallo, che a tratti diventa soft-noir e viceversa. Romanzo, filosofia e love-story si alternano in modo per niente banale tra le 340 pagine del libro. Se questi sono i giovani autori italiani, forse ci conviene dargli spazio. Potrebbero combinare qualcosa di buono.
Blue, Angela Scandura, Fazi Editore, 20.000 lire sconto IBS
|