Vi ricordate la saccenza pelosa e irritante dei "torinesi"? Erano un gruppo di intellettuali da salotto, con gusti letterari discutibilmente raffinati, che giravano in pantofole e retìna per i capelli, piluccando dalla storia della poesia e del romanzo nomignoli pretestuosamente illeggibili, e facevano i filosofi, quelli rigorosi, sotto l'ombrello ecumenico di Einaudi. Quanto avremmo desiderato che torme di proletari in contestazione invadessero quei salotti! Non fu possibile un'operazione di base così violenta e risolutiva, poiché i "torinesi" incominciarono a sillogizzare marxisticamente e gli operai credettero in buona fede che costoro - baroni universitari, gerarchi comparatisti, podestà linguisti - fossero gli intellettuali del popolo, la voce della coscienza di massa, i pedagoghi del presente rivoluzionario.
Quando, già immensamente stanchi, stavamo per rinunciare al sogno di una nemesi della Storia nei confronti di queste crisalidi nate e morte vive sotto la Mole, ecco che la punizione divina si abbatte sui nasi sollevati a fronte della puzza del mondo. Roboando in cialtronesco sfarzo, l'uscita dei Salmi in versione Einaudi è il peggio del peggio che possa depositarsi sulle anemiche e ossute mani dei custodi della tradizione savoiarda. Già è un'eresia che il laicissimo marchio Einaudi editi la Bibbia. Ma che a prefare i Salmi venga chiamato Bono degli U2, beh, è francamente un evento che sorpassa in umorismo l'ironia del Fato.
In una simile scriteriata operazione c'è tutto il fango e la merda in cui si ravvoltola il vecchio dell'editoria italiana. C'è la strizzata d'occhio al giovanilismo dei quarantenni, con l'agile mossa di chiamare come esegeta il cantante degli U2. C'è l'idea - laica; questa è una delle colpe del laicismo: senza appello - che le Scritture siano scritture, che va bene tutto pur di vendere, pur di sdoganare, pur di fare parlare di sé. E c'è la mossettina da settantenne che si crede teenager, tipica di una cultura fatta di velluto un po' liso e di briciole di vecchi biscotti, di un'intellighentsia zombie ma ancora irritantemente ai posti di comando della cultura italiana. Questi sono i Salmi delle salme: ma nessuno sembra accorgersene.
Attendiamoci la Lettera ai Tessalonicesi vergata dalle note di Ivano Fossati, Malachia appuntato da Maria De Filippi, Isaia commentato da Ezio Greggio & Little Tony. L'Eterno offre i Testi, Paolo Repetti gli esegeti...