Capolavori non ce ne sono, a parte la sinfonia che Joyce Carol Oates dedica a Marilyn Monroe. Libri belli ce ne sono parecchi, da quello di Dyer alla storica antologia di Majorino. Libri brutti, come al solito, a valanghe. Benvenuti nel luogo in cui la letteratura fa seppuku...
PROMOSSI
OATES
"Blonde" - "Blonde" è una variazione barocca sul tema Marilyn: lo è perché non ha centro, perché l'incipit è già la fine - o meglio: è il momento prima della fine: la Morte che è un corriere in bicicletta, con l'acne, che corre a recapitare il pacco fatale alla Monroe. [ CONTINUA ]
LUCARELLI
"Un giorno dopo l'altro" - Nel deludentissimo panorama giovanile italiano (e va tenuto conto che in Italia uno scrittore che ha 48 anni è considerato un giovane), Carlo Lucarelli è l'unico romanziere che sta cercando di muoversi con coraggio. [ CONTINUA ]
STEPHENSON
"Cryptonomicon" - Qualcuno si è accorto che Neal Stephenson è un grande autore. Finora aveva pubblicato in Italia sotto le insegne, prestigiose ma non certo di massa, delle Shake Edizioni, che l'avevano scoperto e lanciato con il suo migliore titolo, Snow Crash, un testo sacro per chiunque si occupi di SF. [ CONTINUA ]
WALLACE
"La psicologia di Internet" - Salti e capriole. Sono le manifestazioni di gioia di ogni studente di psicologia che debba preparare un esame su un testo americano. E' risaputo, gli apprendisti psicologi d'oltreoceano sono un po' zucconi e quindi il livello dei loro testi è generalmente mediocre. Però... [ CONTINUA ]
ANONIMO
"L'arte di piacere alle donne" - Che Alberto Castelvecchi avesse le palle, l'avevamo capito da tempo grazie alle schegge impazzite della sua casa editrice. Che le abbia sfoderate fino a tal punto, tutt'ora stentiamo a crederlo. [ CONTINUA ]
MAJORINO
"Poesie e realtà" - Nulla è proporzionale alla grandezza dell'esplorazione da parte della poesia italiana del Novecento quanto l'antipatia e l'inutilità sociale dei poeti contemporanei italiani: specie perniciosissima... [ CONTINUA ]
SELVADURAI
"Funny Boy" - Ritorna l'autore dello struggente "I giardini di Ceylon", con un romanzo che sa toccare le corde della tenerezza e dell'empatia, facendole intensamente vibrare. [ CONTINUA ]
DYER
"Paris trance" - Geoff Dyer è un autore di culto, con gruppo nutrito di lettori che impazzisce per il suo cool jazz: variazioni interessanti e mai scontate di un londinese del tutto particolare, che crea piccoli capolavori. [ CONTINUA ]
BOCCIATI
NORDSTROM
"Funky business" - Detta in soldoni, l'idea portata avanti dai due new post-capelloni è mettere in piedi una società e assumere persone frizzanti per dare vita a un prodotto innovativo, condito da un'atmosfera aziendale ludica e famigliare, che pervade la vita dei dipendenti... [ CONTINUA ]
COELHO
"Il diavolo e la signorina Prym" - Basta. E non vorremmo che dire questo: davvero, basta. Paulo Coelho, paraletterato e ufficiale esponente della letteratura New Age, ha rotto i coglioni. Questo libro è orrendo e - appunto - basta. [ CONTINUA ]
DE BOTTON
"Le consolazioni della filosofia" - Operazioni come quelle condotte dal talent boy - o cosiddetto tale - Alain De Botton non sono altro che travestimenti di questo lugubre messianesimo, che si manifesta per informarci che la letteratura e la filosofia sono morte asserendo che dobbiamo ritrovarne la carica di verità. [ CONTINUA ]
GINO & MICHELE
"Neppure un rigo in cronaca" - Neppure una riga interessante. L'ammuffita coppia di Gino & Michele torna sul palcoscenico librario con un romanzo dal sapore pseudo-finto-giallo. Sono i tardi anni Cinquanta, con tutta la loro atmosfera ovattata, a farla da protagonisti. [ CONTINUA ]
WU MING
"Asce di guerra" - Peccato. E' davvero un peccato che Roberto Bui e i suoi ragazzi, meglio noti come il Luther Blissett dell'eccezionale romanzo storico e allegorico "Q", abbiano deciso di fare seppuku. [ CONTINUA ]
PIVANO
"Dopo Hemingway" - Pironti ospita le memorie della Fernanda: siamo informati che McInerney è un genio (falso), che Foster Wallace l'ha scoperto lei (falso) e che sono esistiti gli Anni Trenta (vero). [ CONTINUA ]
SPARKS
"Un cuore in silenzio" - Chi l'ha detto che non si può sparare sulla croce rossa? Immaginate la narrativa, che è stata portata via in lettiga dopo la pubblicazione di questo libro. [ CONTINUA ]
SONTAG
"In America" - Susan Sontag è l'Oriana Fallaci della cultura snob americana. E' una salottiera, brutta e non brava, una pupattola che non sfigurerebbe in quei parti che affollano la filmografia di Woody Allen. [ CONTINUA ]