Neppure una riga interessante. L'ammuffita coppia di Gino & Michele torna sul palcoscenico librario con un romanzo dal sapore pseudo-finto-giallo. Sono i tardi anni Cinquanta, con tutta la loro atmosfera ovattata, a farla da protagonisti. Teatro di tutto è, manco a dirlo, Milano. Anzi, il centro di Milano, quello che vive e pulsa sotto la Torre Velasca: piazza Missori, corso Italia, Porta Romana. Una zona equivoca e signorile, svezzata e ancestrale, apertamente esoterica. Basti pensare che nelle vie in cui si svolge la vicenda passeggiavano alcuni anni prima personaggi come Sinisgalli, Gatto, Fontana, Dova e Crippa. Peccato che gli autori non siano riusciti a riprodurre un bel nulla dell'atmosfera che esala dal quartiere su cui vigila il torrone del Velasca. Parlano di quattro (o qualcuno in più) amici al bar, Gino & Michele. Claudio, Gilberto, Paolo, professionisti e lavoratori della Milano-bene che, a un certo punto, si ritrovano coinvolti in un caso di malavita: una rapina a mano armata nel grattacielo appena costruito. E poi c'è la questione della lingua, che i due autori definiscono "pizzichina", per indicare la lieve linea di confine tra l'italiano e il dialetto. Emozionante. Innovativo. Comico. Complimenti a Gino & Michele, di fronte alla sagacia letteraria dei quali perplimiamo. Peccato che "anta" anni fa un tal ingegner Gadda avesse già fatto tutte queste cose dando vita a dei veri e propri capolavori, che al giorno d'oggi possono solo ed esclusivamente essere copiati. Mai, assolutamente, superati. Ricordiamo con piacere i Gino & Michele di "Nel loro piccolo anche le formiche si incazzano", un vero capolavoro del suo genere. I due autori dovrebbero cercare di ritornare con la mente e la penna a quei tempi, per rendersi conto che, di fronte a romanzi come "Neppure un rigo in cronaca", anche i lettori, nel loro piccono, si incazzano.
Gino & Michele, Neppure un rigo in cronaca, Rizzoli, 20.800 lire (sconto Ibs)
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