Nel deludentissimo panorama giovanile italiano (e va tenuto conto che in Italia uno scrittore che ha 48 anni è considerato un giovane), Carlo Lucarelli è l'unico romanziere che sta cercando di muoversi con coraggio. Segue le proprie ossessioni con una perizia quasi filologica (nessun giallista ha una simile competenza sui processi che governano indagini e inchieste e sulla struttura delle forze dell'ordine). Inoltre, l'autore bolognese ha un gusto quasi necrofilo per una certa tipologia di pop italiano, che riesce a inserire come un perno secondario mentre ruota le sue piattaforme narrative. La consacrazione cinematografica che Lucarelli ha ottenuto con Almost Blue - dopo la consacrazione televisiva - ha ragioni che risiedono proprio in questa strana radice pop della sua letteratura. Mieloso e anche feroce, il pop di Lucarelli è esattamente quello che è e che è stata l'Italia: una nazione mielosa e feroce.
E' proprio quest'attenzione alla materia sociale e spettacolare nostrana che dà il titolo all'ultimo romanzo di Carlo Lucarelli. Un giorno dopo l'altro è il titolo di una canzone di Luigi Tenco, probabilmente l'archetipo del pop alla Lucarelli: impossibile ricavarne un culto trash, Tenco implementa tentazioni nostalgiche, vagamente depresse e ugualmente collettive. La canzone di Tenco fa da sfondo musicale a questa storia di suspence e di delirio psicologico (un'altra costante del noir alla Lucarelli): uno scenario complesso dove si muovono un serial killer che agisce come un pitbull, un giovane collaboratore di un provider con un cane che sembra un pitbull (ma non lo è), molte chat, un avventore non vedente (anche questa è un'altra costante del noir alla Lucarelli) e una donna che l'autore del Giorno del lupo ingravida con misteri multipli, destinati a un magistrale scioglimento finale.
Ha dichiarato al Corriere il protagonista di Blu Notte: "Mi interessava scavare in un'area che non avevo ancora esplorato, i pensieri che nascono dal silenzio, mentre in Almost blue avevo indagato sui suoni e sui colori. Questa del falso silenzio autostradale, quotidianamente vissuto dal mio killer sempre in viaggio, è anche un'esperienza autobiografica. Mi sono chiesto: come si racconta il silenzio? E che tipi di silenzio ci sono?". E' il fondo più tetro e tenebroso del thriller di Lucarelli. Su questo sfondo si erge trama, grammatica della suspence e coscienza di quello che si sta facendo. La lingua è un'altra questione, ma non importa. Lucarelli è davvero uno dei romanzieri migliori che abbiamo in Italia.
Carlo Lucarelli, Un giorno dopo l'altro, Einaudi Stile Libero, 16.000 lire