Susan Sontag è l'Oriana Fallaci della cultura snob americana. E' una salottiera, una pupattola che non sfigurerebbe in quei parti che affollano la filmografia di Woody Allen. E' anche - esattamente come la Fallaci - un reperto. Se ne va in giro a rilasciare astruse e fluviali interviste trasmesse dal servizio pubblico alle tre di notte, ripresa con quella sua capigliatura irritantemente sale e pepe, facendo la figura della pasionaria fuori tempo massimo.
Ella si picca di essere romanziera. Quando parla dell'Italia ha il vezzo di dire che della letteratura tricolore conosce il Pasolini regista. Ahahah, siamo scossi dal suo umorismo veracemente rivoluzionario, dalla sua spocchia dialettica che dovrebbe apportarci una massiccia crescita spirituale. Noi, della Sontag scrittrice, ricordiamo le interviste e nessun romanzo degno di nota.
Meno degno di nota di tutti i suoi romanzi è questo In America, ennesimo affossamento di una collana mondadoriana - la SIS - che doveva produrre gli autori dei Meridiani del Duemila. Speriamo che non facciano un Meridiano della Sontag, sebbene i suoi capelli grigiastri e striati stiano benissimo in un'ipotetica copertina di un cofanetto bianconero della prestigiosa Plèiade di Segrate.
La storia, dalla sintetica quarta di copertina, forse la cosa migliore di tutto il libro: "Nel 1876 un gruppo di aristocratici polacchi guidato da Marina Zalewska, la più famosa attrice del suo paese, si trasferisce in California per fondare una comunità utopica. Marina, che ha rinunciato alla sua carriera e al suo successo, è accompagnata dal figlio e dal marito, mentre nel suo entourage spicca un giovane scrittore innamorato di lei. Di fronte a loro si apre il grande West non ancora conquistato, immagine di un'America fantastica, vissuta come fuga e semplicità, anche se la realtà è molto più complessa. Il sogno della comune fallirà e molti dei fondatori faranno ritorno in Europa. Ma Marina rimarrà, riprendendo il suo lavoro di attrice e raggiungendo la celebrità". Precisazioni: l'America della Sontag non è affatto fantastica; tantomeno è vissuta con semplicità; la celebrità raggiunta da Marina è quella che vorrebbe raggiungere la Sontag medesima.
Tanti auguri alla SIS. Al prossimo titolo troveremo il conto corrente per l'offerta, in stile Croce Rossa?