Finalmente qualcuno si è accorto che esiste, prospera ed è un grandissimo scrittore il cileno Roberto Bolaño, il memorabile autore dell'altrettanto memorabile Los detectives salvajes e del borgesiano (e forse anche un po' incrocchiato) La letteratura nazi in America Latina. Dopo che Sellerio si era occupata del lancio in sordina di questo splendido cinquantenne (Bolaño è nato nel 1953 a Santiago del Cile) con l'ultima uscita, i quattordici racconti di Chiamate telefoniche (un suggerimento: gli amanti del Lyndon di Foster Wallace lo acquistino senza pensarci...), Mondadori pubblica l'entusiasmante Amuleto, pluripremiato in tutto il mondo, una sorta di split da un capitolo di Los detectives salvajes. L'incredibile vicenda narrata da Bolaño, che è un maestro del genere fantastico alla Cortázar più che alla Borges, è cronaca vera: nel 1968, mentre la polizia faceva irruzione nella facoltà di lettere e filosofia dell'università di Città del Messico, una ragazza decideva di serrarsi nei bagni e lì rimaneva, assediata, per giorni e giorni, in muta ma clamorosa opposizione al regime. Bolaño ha effettivamente vissuto in Messico, dal '74 al '77. Però non è semplicemente con la storia che si affronta la letteratura dei sudamericani. E' più probabile che si parta dalla letteratura per finire alla storia. Almeno, questo è il caso di Amuleto, e così va letto.
La vicenda allucinata, iperallegorica, nervosamente raccontata della ragazza nei bagni dell'università messicana, Auxilio Lacouture, è effettivamente un manifesto narrativo delle libertà e una denuncia - ma, e questo è fondamentale, a posteriori - delle dittature centro e sudamericane. Essendo tuttavia un romanzo geniale, un autentico romanzo, non è questo il livello ultimativo che definisce la narrativa di Bolaño. Basti addentrarsi nell'orfica e lisergica rivisitazione del mito di Oreste, un'incredibile variazione pop che esplode in un diorama di suggestioni e ganci interpretativi, per comprendere che il lavoro di Bolaño non è poi così distante da quanto sta facendo, in poesia, con modalità diverse ma finalità affini, Seamus Heaney.
Bolaño è più di Sepúlveda e Coloane, perché li include: è effettivamente sudamericano, e nella galleria infinita di caratteri e situazioni dai toni grossolani che inscena si riconoscerà quella malinconica fantasmagoria che innamora i lettori di mezzo mondo. Però, Bolaño è ben più degli altri scrittori contemporanei dell'America Latina. Cerebrale e freddissimo come Borges o Quiroga, ipercontemporaneo come un minimalista che si è strafatto di ogni tipo di stupefacente, Bolaño agisce su un piano che sfugge, appunto, ai vari Sepulveda, Allende, Coloane: quello della vera letteratura.
Roberto Bolaño, Amuleto, Mondadori, 28.000 lire
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