Tra le molte, imperdonabili cazzate uscite nella storica collana poetica "bianca" di Einaudi (cazzate imputabili tutte, senza riserve, all'allucinante gestione dell'editor Bersani), viene a interrompere il flusso lutulento della bassa qualità letteraria uno dei migliori libri di versi degli ultimi anni, Le barricate misteriose di Silvia Bre. Se uno vedesse dal vivo Silvia Bre, non potrebbe crederla autrice di questa raccolta, delicatissima fino all'algore: Silvia Bre è una donna veracissima che fa l'impressione della "mangiauomini" all'avventore sprovveduto, il quale si sorprende nel vederla in coppia con il narratore migliore che abbiamo in Italia, Marco Lodoli, un uomo eternamente stupito come la voce che anima i suoi romanzi. Poi, se uno legge le poesie di Silvia Bre, si ricrede: quel trasognato filo rosso, che conduce alla rivelazione del nulla (una delle vocazioni primarie della poesia) e che istituisce uno stile perfetto e "bello", conduce senza soluzione di continuità dalla narrativa di Lodoli alla scuola poetica a cui Silvia Bre attinge massicciamente. Tale scuola ha avuto (e, nonostante il disinteresse editoriale, continua ad avere) in Beppe Salvia il suo massimo autore. Di Beppe Salvia, la Bre fu amica intima, ai tempi leggendari dell'esperienza letteraria di Braci e Prato Pagano. A Beppe Salvia, la Bre didica una struggente, ritmicamente e metricamente perfetta, poesia di addio postremo e per nulla riconciliato. E questo è il culmine del percorso che intraprende il lettore del libro di versi di Silvia Bre, è il punto cieco del gorgo in cui la poesia dell'autrice (bergamasca di nascita, ma romana di adozione) sprofonda chi abbia orecchio e cuore per ricavare cuore dalla marmorea superficie che regna in questa raccolta. Se si può citare, oltre a Salvia, un testo che ricorda questa coniugazione di gelo e profondità, forse dovremmo ricordare il Composita solvantur dell'ultimo Fortini.
La poesia più importante, che parecchio dirà nel futuro della koiné poetica contemporanea, è Le barricate misteriose, che dà significativamente il titolo all'intera raccolta. I migliori tra i poeti emergenti che lavorano all'interno dell'area di riferimento stilistico della Bre, cioè Damiani e Dal Bianco, non toccano la profondità e l'inaudita perfezione di questa controelegia dell'esistente. Chissà se qualche critico se ne accorgerà. Per il momento accontentiamoci di verificare la poesia, fredda nitida e profondissima, di Silvia Bre quale nuova e definitiva acquisizione del panorama poetico italiano.
Silvia Bre, Le barricate misteriose, Einaudi, 33.000 lire
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