A parte qualche sbandamento in curva, InterZone è una delle collane editoriali più interessanti del panorama italiano. La curano per i tipi Feltrinelli gli Shaker Raf Valvola Scelsi ed Ermanno Gomma Guarneri, che hanno pensato e realizzato il binocolo più opportuno per leggere sociologicamente la realtà globale di oggidì. Le variazioni sul tema del moderno, del postmoderno e del contemporaneo testimoniate da InterZone sono in assoluto le feritoie preferenziali da cui sbirciare e interpretare i vasti movimenti antropologici e tecnologici che sostanziano l'atmosfera culturale in cui il pianeta si sta dibattendo.
Se già le precedenti uscite feltrinelliane erano notevoli, va detto che con Lessico postfordista InterZone edita il suo testo più importante, una sorta di manabile profondo che permette di osservare e comprendere dove e come si giochi lo scontro tra poteri e non-poteri al giorno d'oggi. Si tratta di una straordinaria enciclopedia che soltanto occasionalmente viene pubblicata in cartaceo, poiché la vocazione intima del libro è ipertestuale e multimediale. Si tratta di un punto di partenza e di un punto di arrivo, caratteristiche che si riconoscono a testi interpretativi fondamentali come - per fare un solo, illustre esempio, a costo di sembrare troppo enfatici - l'enciclopedia della Rivoluzione Francese di Furet. Si parte da una classificazione completa ma in progress e contemporaneamente si definisce una fenomenologia storica definitiva. I cinquanta autori che hanno collaborato alla stesura delle voci - e sono tutti nomi autorevoli, dagli stessi due Shaker a Bifo, da Virno a Caronia, da Hélena Velena a Tiziana Villani, sotto la prestigiosa curatela di Adelino Zanini e Ubaldo Fadini - tratteggiano il panorama contemporaneo a partire dalla chiave di lettura privilegiata fornita dal Postfordismo, nozione complessa e sfuggente, che - domandando scusa per il grezzo riduttivismo - indica l'emersione di una nuova forma di rapporti tra uomini e cose, che investe tanto l'economia quanto la scienza, tanto l'architettura quanto l'antropologia, e che mette al centro della propria analisi la nuova struttura dell'agire tecnologico attraverso un inesausto decentramento globale di fonti e di ricettori, unificati a un grado più alto. Globalizzazione, genderismo, nuova arte, psicologia ulteriore, privacy, mobbing, careering vengono per la prima volta analizzati e certificati con una competenza che non riconoscevamo da anni all'interno del panorama saggistico nostrano. Dalle "Agenzie monetarie transnazionali" al "Volontariato", passando attraverso immersioni ed ermeneutiche pratiche ed efficaci in tematiche spinose, condivise ma restate senza adeguata formulazione come il "General intellect" (tema magistralmente trattato da Paolo Virno) o il "Reddito di cittadinanza", Lessico postfordista diviene un evento fondamentale nella storia culturale del nostro Paese (se ha ancora senso parlarne) e un testo che riporta la filosofia alla sua funzione originaria, che è quella di parlare agli uomini. Certo, in fin dei conti si tratta della filosofia materialista, còlta nei suoi esiti estremi, che la trasformano in un sapere diverso, ma autentico, sperimentabile, alla mano. E' da questo materialismo totalmente trasformato che la Sinistra dovrebbe trarre linfa vitale. Forse la classe dirigente non lo sa, ma Lessico postfordista è il Capitale dell'oggi, il fondamento del fare politica nell'immediato futuro.