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  DENTI BIANCHI di ZADIE SMITH
DENTI BIANCHI di ZADIE SMITHZadie Smith è stata il fenomeno letterario del 2000. Ha vinto il vincibile e venduto il vendibile in ogni nazione d'area anglosassone, imponendosi come baby boom dei bestseller e riportando il fascio di luce spettacolare sulla letteratura del meticciato, un sottogenere che, da Rushdie in poi) ha avuto i suoi alti e bassi e che la Smith, in compagnia della Lahiri, ha riproposto quale letteratura planetaria dell'immediato futuro.
Non siamo persuasi che sarà questa la letteratura dell'era globale, però siamo persuasi che Zadie Smith abbia scritto la bibbia della narrativa melting pot. E' abbastanza impressionante la capacità affabulatrice della giovanissima scrittrice inglese (soltanto 24 anni). Zadie SmithE' incredibile la sfrenata potenza della sua fantasia, che genera un'ininterrotta teoria di personaggi, ognuno memorabile. E' sconcertante il dinamismo del suo stile, a volte paraepico e a volte singhiozzante, veloce, quasi isterico. Un caleidoscopio vorticoso e sorprendente, più che l'occhio dell'autrice, guida il lettore tra le quinte e sul palcoscenico di un intreccio non soltanto pittoresco (il che costituisce il rischio maggiore per la letteratura del melting pot), una trama di storie in cui Hemingway affianca Guru e i Jazzmatazz e Zadie Smith (flaneuse à la Fitzgerald) si muove a suo agio e soprattutto fa muovere noi a nostro agio.
Esilarante e sfrenato, Denti bianchi erige se stesso, in quanto libro comico, su un lutto e una tragedia, la sempiterna mitologia della perdita e della separazione (poco importa che sia separazione da una patria o da chi si ama...). L'incipit prodigioso del romanzo, per entrare nello specifico, è abbastanza esemplificativo: Archibald Jones è pronto a suicidarsi, trascinandosi dietro nel momento fatale il corollario dei ricordi (depressi ma anche scoppiettanti); tenta di gassarsi nella sua automobile, improvvidamente parcheggiata davanti a una macelleria kasher, il cui irresistibile proprietario causerà un imprevisto riafflusso della vita in Archie.
E' soltanto l'inizio di una cavalcata disinibita, devastante, hip hop e old style allo stesso tempo, in una Londra esplosa, comica e autoriflessiva. E' anche l'inizio di una carriera che, ne siamo certi, riserverà altre tremende sorprese.

Zadie Smith, Denti bianchi, Mondadori, 33.000 lire


  di Giuseppe Genna
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   data: 7 feb 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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