Chi fu davvero Yukio Mishima? Esplode a seconda dell'approccio che si tenti sul suo cadavere la sagoma impazzita di questo esteta escatologico, body-builder metafisico cresciuto alla luce del sole d'acciaio, temprato al suono delle onde e dei mantra dedicati alla dea scintoista Amateratzu, attentatore di se stesso e dello Spettacolo in diretta televisiva, samurai laico, omosessuale religioso e, soprattutto, immenso scrittore. E' uno Jünger giallo? E' uno Spengler postmodern? E' un fascista? Non è un fascista? E' un D'Annunzio imperiale? E' un idiota? Contraddittorio ed elusivo, Mishima non fu soltanto un padre delle lettere e della chiesa nazionalista giapponese: fu anche un'icona, aggressiva e dissolutoria, uno schizzo di acido corrosivo gettato in faccia alla modernità, ma intriso esso stesso di modernità. Così, una volta tanto, ha senso affrontare lo scrittore dalla prospettiva dell'icona incarnata, ascoltandone le vive parole, le risposte provocatorie a domande provocatorie, le ammissioni di colpe e le accuse denigratorie di torti subìti o perpetrati da altri ai danni di ciò che si è amato fino a morirne.
Con Le ultime parole di Mishima Feltrinelli va a tappare questa falla che, se non imbarazzante, risultava abbastanza significativa, rendendoci a tutto tondo la personalità ipercorporea e ultramentale di Mishima, grazie a un libro-intervista composto a quattro mani da Kobayashi Ideo e Furubayashi Takashi: il primo è reazionario, grande critico letterario, personalità eminente del conservatorismo giap; il secondo è intellettuale marxista, coetaneo di Mishima e suo avversario ideologico. Il risultato è, a nostra detta, straordinario: due prospettive sul mondo si incrociano, ricomponendosi nel dettato perentorio della voce di Mishima, aprendo le ferite di sempre perché dalla loro decomposta putredine si tenti di fare fiorire un grumo di verità. L'estetismo, l'aggressiva metafisica tradizionale, la profezia antimoderna, l'intercettazione di una comunità (nazionale e/o spirituale): è questo il tappeto su cui i due intervistatori si siedono accanto a Mishima per intraprendere una lotta di parole e di idee che, una volta tanto, non stilla sangue, se non quello definitivo dell'intervistato nell'estremo gesto di protesta e autoaffermazione sacrificale di cui, di lì a poco, sarà protagonista.
Furubayashi Takashi e Kobayashi Ideo, Le ultime parole di Mishima, Feltrinelli, 14.000 lire
|