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  LA CONVOCAZIONE di JOHN GRISHAM
LA CONVOCAZIONE di JOHN GRISHAMÈ venuto in Italia - un evento realmente eccezionale - John Grisham. Gli hanno fatto vedere le bellezze di Roma e Milano: il teatro Parioli mentre ci striscia Maurizio Costanzo, gli studi Rai di RadioAnch'io, il palazzone segratese Mondadori. Lui, che è un autentico ganzo, ha abbozzato: disponibile, felice, totalmente nirvanico rispetto al marionettume che gli si agitava intorno. Sa benissimo, Grisham, che i Mediatori - i loschi figuri che saprofiticamente stanziano tra letteratura e lettori - non servono a nulla nel suo caso: sono servi inutili. Ciò che conta, per Grisham, è il rapporto con il suo pubblico. Rapporto che l'autore del Socio ha saputo vivificare grazie ai suoi legal thriller, realizzando il sogno di ogni romanziere: rendere la narrativa un canale diretto e incantevole che metta in contatto lo scrittore con chi spende tempo e passione sui libri da lui firmati. Il successo di Grisham si spiega con questa innata capacità di dare forma ai sogni più banali e comuni - un segreto a cui non sembrano pervenire neanche lontanamente i romanzieri di casa nostra, con alcune notevoli eccezioni, JOHN GRISHAMcome per esempio la coppia d'oro Fruttero&Lucentini, che recentemente su Tuttolibri reclamava l'assegnazione del Nobel della letteratura a John LeCarré, in nome della capacità dello spy-teller anglosassone di soddisfare bisogni primari dell'uomo.
C'è una bella differenza, al giorno d'oggi, tra LeCarré e Grisham, poiché quest'ultimo sembra ormai incapace di realizzare quelle primarie e arcaiche necessità umane. Opera pia che gli riusciva con capolavori thriller sui quali svetta incontestabilmente Il rapporto Pelikan e che oggi sembrano pallidi spettri di un passato non più agganciabile al nostro presente. Il segno della stanchezza di John Grisham era risultato visibile al pianeta (poiché questa è la dimensione del successo di pubblico dell'autore del Partner) quando si era messo a lavorare a una storia autobiografica e infantile quale La casa dipinta. Grisham aveva rimediato anche in quel caso qualche briciola della grande mensa mondiale a cui banchetta da più di un decennio in ristretta compagnia (con lui King, la Cornwell, Follett, lo stesso LeCarré); ma il merito andava in realtà allo sconcerto di vedere il maestro del legal thrilling alle prese con un'operazione insolita: era questa saziabile curiosità a muovere le schiere dei compratori. Lasciamo perdere le ambizioni dello stesso Grisham, che in quell'occasione scomodò nomi la cui vicinanza imbarazza la gente di buon senso: Steinbeck e Faulkner stridevano quali cacche sul tappeto buono di famiglia, se posti accanto al romanzetto melanconico dello scrittore più ricco del mondo. Un buffetto e via: si poteva perdonare a Grisham quell'insulsa variazione di genere, purché tornasse presto a mozzare il fiato alle platee.
Cosa che non è avvenuta. Oddio: i risultati di mercato non smentiscono per nulla il calibro commerciale del thrillerista americano. Però qualcosa non torna, e sono parecchi gli ammiratori di Grisham che stortano il naso, ripiegando l'ultima pagina di questo La convocazione. Obbiettano i fan che il romanzo risulta troppo lento e improbabile - i peggiori difetti conclamabili per un libro che si dovrebbe sostenere grazie alla struttura vòlta a dilatare la sorpresa. Rugginosa, meccanicamente impacciata la trama, inesistente (ma questa non è una novità) l'esposizione all'invenzione linguistica, quel che resta della Convocazione è un'impressione di seme non giunto a maturazione, di pianticella rachitica, che forse ha preso troppa acqua o troppo sole, indifferentemente. Il motore, va detto, sarebbe anche buono. Ma è una pasta che Grisham ha fatto masticare ormai troppe volte, e adesso risulta stracotta perfino ai palati non fini. Chi ha letto gli ultimi thriller di questo miliardario francamente simpatico e molto intelligente, quindi, riconoscerà la banale trama etica che dovrebbe presiedere all'ennesima avventura a base di suspence propinataci da Grisham: "Ray Atlee, professore di legge all'Università della Virginia, appena divorziato, riceve una lettera dal padre, giudice di Clanton. Il vecchio, gravemente malato, lo convoca insieme al fratello per discutere della sua eredità. Ray si reca all'appuntamento malvolentieri ma trova il padre morto sul divano. Il fratello Forrest, che ancora non si è presentato, è la pecora nera della famiglia, tossicodipendente e con molti precedenti penali. Mentre Ray lo aspetta nella vecchia casa di famiglia, scopre nello studio del padre una serie di scatole zeppe di dollari, una vera fortuna. Che fare? Chi oltre a lui sa di questi soldi? E da dove vengono?". E chi se ne frega?

John Grisham - La convocazione - Mondadori - 18,60 euro

  di Giuseppe Genna
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   data: 15 mag 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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