Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
SOCIETÀ DELLE MENTI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Società delle Menti > Recensioni > Maggio 2002 > Houellebecq
  LANZAROTE di MICHEL HOELLEBECQ
LANZAROTE di MICHEL HOELLEBECQPrima di restare delusi, restate viventi: invariabilmente resterete delusi. Proprio così: una delusione senza varianti. È quella che Michel Houellebecq sembra esporre di libro in libro, almeno a parere dei critici più ciechi (praticamente tutti), quasi che uno scrittore fosse il pedagogo di un'idea, il mercante in fiera della pozioncina che guarisce soltanto le di lui tasche. Non è così. Che Michel Houellebecq sia personalmente e tematicamente agghiacciante, è fuori di dubbio. Tuttavia ridurlo al rango di cretino continentale o globalizzato, status a cui sembrano implicitamente aspirare i quattro quinti dei narratori e dei poeti europei, è non solo riduttivo, bensì insultante - per Houellebecq in primo luogo, per i lettori subito a ruota. Michel HouellebecqHouellebecq è magistrale, e chi non l'ha capito è un idiota nel senso etimologico del termine: un privato cittadino afflitto da scoliosi e cifosi da narcisismo, abitutato com'è a chinarsi sul proprio ombelico (e soltanto per via di paragone su quello degli altri) per contemplarlo con seguito di gridolini di ammirazione stridula e prosaica. Imita la banalità del mondo e del male, Hoellebecq? Ci fa vedere tutto lo schifo di cui l'alienato di massa (in primis quello che pensa di non esserlo) è capace o messo in condizione di essere capace oggidì? È un guardone, uno che scopa poco, uno che sembra Camus senza Camus? È fascista, razzista, è il Sartre di destra? No. Sia detto con chiarezza piuttosto aggressiva: no. Con Antonio Moresco (che però sta dall'altra parte del continuum poetico), Michel Houellebecq è il migliore scrittore europeo. Davvero, non ce ne sono altri che raggiungano l'altezza a cui si elevano questi due geni del romanzo contemporaneo continentale. Moresco per via di accumulo, proliferazione, diversificazione delle percezioni (anzitutto, delle visioni); Houellebecq per via di schiacciamento, consolidamento dell'aereo e del volatile, eiezione di figure vuote e rimandanti a sé come alla finzione estrema dell'esistenza e della scrittura - ecco le due vie maestre che l'Europa sceglie di percorrere insieme, per aggirare il Monte Analogo della fiction globale (una fiction, per dirla tutta, che non è più soltanto americana, bensì planetaria non appena una zona del pianeta inizi a permettersi di considerare l'occidente quale figura retorica dell'intero globo).
Lo schiacciamento compressorio della fiction viene realizzato da Houellebecq in maniera magistrale, inattesa e per questo difficilmente individuabile con le categorie di una critica slacciata, smandrappata e cretina qual è l'attuale. Mentre la fiction globale dispiega un'armata simile a quella messa in campo per la battaglia finale di Episode One, Houellebecq forgia un unico proiettile, che spara con precisione sorprendente, centrando in pieno la fronte del generale di parte avversa. Lanzarote, per esempio, è il più minuto e filiforme dei proiettili sparati da Houellebecq - e, come sempre accade con i grandi, ha la medesima devastante potenza. Lanzarote non è un libro: è un breve e fantomatico reportage, testuale e fotografico. Dall'isola di Lanzarote, sperdutissimo scoglietto delle Canarie, in un luogo quindi incluso nei percorsi del turismo di massa eppure irrilevante e minimo, Houellebecq rimette in moto la sua macchina civile e narrativa, allestendo l'ulteriore scena laica della fiction del Nulla. Blasé e annoiato, il protagonista decide di trascorrere la prima settimana dell'anno 2000 in questo villaggetto a galla sull'Atlantico, tra rocce laviche e vegetazione scarna. Qui incontra una coppia lesbica, con cui inizia uno scambio erotico, virtuale e reale, che risiede nel centro libidico dell'immaginario sessuale maschile. La forza della depressione è tutto, quando si crede a ciò che si sta agendo: sarà quindi la depressione dell'alter ego (ma si tratta davvero di un alter ego?) di Houellebecq a mandare alla deriva le due comprimarie, verso un improbabile culto mistico ed extraterrestre che, chiamandosi Azraël, ricorda più che da vicino l'assurda setta dei Raeliani - culto che prevede la costruzione utopica sull'isola di un'autentica ambasciata destinata ad accogliere l'imminente arrivo sulla Terra da parte degli alieni.
Sempre accennato, senza alcuna esposizione al moralismo di cui la critica ufficiale (essa stessa vittima del malanno che vorrebbe emendare) accusa senza posa e ritegno lo scrittore francese, l'Apocalisse è il centro di questo racconto lungo: un centro che non appartiene allo spazio del testo, esattamente come il punto che origina lo spazio non sta dentro lo spazio. Non si conosce la forza destinale dell'Apocalisse, non si sa se esso comandi una distruzione o una palingenesi. L'unico sintomo sensibilmente rilevabile è il tremore del tutto: la perdita di sicurezza, ben più orizzontale e atmosferica di quanto qualunque romanziere contemporaneo abbia finora intercettato e reso in letteratura. Tutto è possibile poiché nulla è al sicuro: la metafisica inespressa e testimoniale di Houellebecq trova in Lanzarote una fulminante conferma.
Ultima avvertenza: ignorate le foto che corredano il volumetto bompiano - fanno schifo.

Michel Houellebecq - Lanzarote - Bompiani - 15,00 euro

  di Giuseppe Genna
gli stessi argomenti su: NESSUNO
   data: 15 mag 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.