Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
SOCIETÀ DELLE MENTI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Società delle Menti > Recensioni > Maggio 2002 > Ludlum
  IL PROTOCOLLO SIGMA di ROBERT LUDLUM
La cover originale de IL PROTOCOLLO SIGMAPer lo scrivente, Ludlum è il papà. La maestria con cui ha inscenato, via via nel corso dell'onoratissima carriera, drammi barocchi intorno all'ossessione del Complotto, rivestendoli coerentemente dell'abitino più facile da tagliare e da fare indossare a questa stortura della libido, e cioè la spy-story, ha dato vita a bevande sempre digeribili nonostante il tema dovesse risultare pesante a qualunque stomaco. Avere a che fare con il trauma paranoide non è semplice, soprattutto se si crede, fermamente, che la nevrosi corrisponda a un effettivo buco nero del reale. Questo era il difetto maggiore e il massimo pregio di Ludlum: credere, fortissimamente credere, che il Complotto fosse un'effettività e non una strategia narrativa (agita dalla Storia o dallo scrittore) per scatenare una visibile esplosione di ciò che non si vede e invece c'è. Robert LudlumDa un lato, la profonda fede dietrologica dell'autore dell'Inganno di Prometeo ha permesso di dare rappresentazione ad autentiche visioni, addirittura riscontrabili sul piano geopolitico (sebbene alla lunga). D'altra parte, Ludlum sembra un beghino, un ciellino, un baciapile: ah, l'irresistibile fascino del Demonio! Alienante, in quanto disinnescante una fabulazione mediante il semplice artificio di conferirle attendibilità storica, Ludlum è a tutti gli effetti lo sdoganatore estetico del Complotto: la cospirazione risulta risolvibile (persino nell'impossibilità di venirne a capo o di agire), mentre è l'irresolubilità del reale la molla più genuina e alta della vocazione letteraria, anche se si tratta di una vocazione di genere.
Morto Ludlum, qualche lacrima si è sprecata. Adesso se ne spreca invece qualcuna in più, visto che fa molto comodo presentare come postumo il romanzone del Complotto Finale a cui Ludlum lavorò prima della dipartita. L'uscita del Protocollo Sigma è una benedizione per chi, come il nostrano ciuffone critico Berardinelli, sostiene che il saggio è una forma metastatica, quasi messianicamente tesa alla sostituzione delle altre forme letterarie. Il Protocollo Sigma, storia della cospirazione delle cospirazioni, verrà infatti trattato come un saggio di dietrologia. Peggio: siccome dopo l'11 settembre la teoria delle cospirazioni (autentica spazzatura della storia) ha subìto un revisionismo al contrario, ottenendo, se non credito, almeno qualche punto al totalizzatore della pubblica opinione, Il Protocollo Sigma verrà accolto come profezia già realizzata. La citazione del brano sul Corriere del 15 maggio, accanto a un articolo di Cesare Medail che già affronta il romanzone di Ludlum alla stregua di un saggio vergato da un Canfora un po' più spettacolare, è significativa. Ecco il brano:


«Nelle lezioni di storia, agli studenti si insegnano i nomi, i volti dei leader politici e militari. Questo è Winston Churchill, questo Dwight Eisenhower, ecco Franco e De Gaulle, Atlee e Mcmillan. Erano sì, uomini importanti. Ma in realtà erano poco più che dei portavoce. In senso più ampio erano addetti stampa, semplici impiegati. E la Sigma fece in modo che fosse così. Gli uomini che manovravano davvero le leve del potere erano seduti attorno a quel lungo tavolo di mogano. Erano loro i veri padroni delle marionette.
«Col passare delle ore, tra una tazza e l’altra di caffè e un pasticcino, capii a che cosa stavo assistendo: la riunione di un consiglio d’amministrazione di un’unica, enorme corporazione che controllava tutte le altre corporazioni. Il consiglio d’amministrazione della stessa storia dell’Occidente! Credevano che la storia - il destino stesso della razza umana - fosse semplicemente troppo importante per essere affidata alle mani delle masse. Gli sconvolgimenti delle due guerre mondiali lo avevano insegnato. La storia doveva essere gestita. Le decisioni dovevano essere prese da professionisti imparziali.
«Si convinsero l’un l’altro del bisogno di creare un pianeta dove il vero spirito imprenditoriale potesse sempre rimanere al sicuro dall’invidia e dall’avarizia delle masse. Dopotutto, era un mondo infestato dal comunismo e dal fascismo quello che sognavamo di tramandare ai nostri figli?
«Un fatto è certo: i fondatori, i soci della Sigma, ne trassero vantaggi enormi. Le loro società, in ogni caso, prosperarono, mentre altre, non così fortunate da far parte della Sigma, morirono. Ma la vera motivazione era la loro capacità di vedere più lontano: l’Occidente doveva essere unito nella lotta contro il nemico comune, altrimenti si sarebbe indebolito fino a soccombere. Un reparto si concentrava sugli assassinii, sulla rimozione di voci profonde provenienti da sinistra. Un altro forgiava nel vero senso della parola i gruppi di estremisti come le Baader-Meinhofs o le Brigate Rosse che avrebbero garantito l’alienazione di eventuali simpatizzanti moderati.
«Il mondo occidentale, e buona parte del resto, avrebbero risposto alle loro offerte d’aiuto e avrebbero accettato le coperture che le accompagnavano. In Italia, creammo una rete di ventimila "comitati civici" per convogliare soldi alla Democrazia Cristiana.
«Lo stesso Piano Marshall, come molte altre cose, fu definito dalla Sigma; molto spesso era la Sigma a formulare le espressioni da usare negli atti che sarebbero poi stati presentati al Congresso Americano e da questo approvati! Tutti i programmi di ricostruzione in Europa, le agenzie di cooperazione economica, la stessa Nato divennero organi della Sigma che rimase invisibile semplicemente perché era ovunque».

Brutta storia: una storiografia del brutto travestita da folgorante protesi della panottica a cui, francamente, Ludlum non è mai giunto. Ci giunge Ellroy, ce la fa DeLillo - ma Ludlum, nonostante l'affetto che ci lega al suo genio anarcoide, proprio non è mai riuscito a produrre esiti notevoli su questo piano. Che storia e fiction vengano tanto drammaticamente confuse, non pare un dramma: invece lo è, e prima o poi saremo costretti ad accorgercene con un soprassalto ben più allucinante di quello che ci ha imposto la visione del crollo newyorkese.

Robert Ludlum - Il Protocollo Sigma - Rizzoli - 20.00 euro

  di Giuseppe Genna
gli stessi argomenti su: NESSUNO
   data: 15 mag 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.