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  GOETHE E IL SUO DIAVOLO CUSTODE di MATHIEU
GOETHE E IL SUO DIAVOLO CUSTODE di MATHIEUUn vizio tipico dell'Adelphi: insinuare il sospetto di anticattolicesimo, infiltrare sentore di zolfo nelle stanze della nostra mente, progredire con accurata lentezza (pur sempre progressiva) verso la gnosticizzazione dell'esistente. Esistente che, sia detto di passaggio, Adelphi riduce a una melassa di intellettualità ed etica pseudovitalista, più ritualistica e qumranica che attinente alla vita vissuta. Tutto qui il celebre snobismo di Calasso e consorteria varia, senza tante menate complottarde, che soltanto frange di cultura retrocattolica sono in grado di lanciare in qualità di disperati appelli nel bel mezzo del naufragio della loro inesistente retrocultura.
Una vecchia legge dell'esoterismo, che al modo della totalità dell'esoterismo risulta in ogni epoca nuova e fiammante, prescrive che la mente non può parlare in termini dialettici delle verità sopramentali. Ecco, Adelphi si fa un baffo di questo precetto, insiste a mettere il piedino tra lo stipite della porta stretta e il cardine dell'eresia. Con risultati, sia detto, eccezionali: raramente la competenza da leguleio del demonio, che i fumosi editor adelphiani sfoderano, raggiunge esiti banali. Come si può, quindi, non inchinarsi alla proliferazione di intuizioni e incursioni tra metafisica e filologia che Vittorio Mathieu fa fiorire nel suo parasettecentesco manuale ad usum goetheanorum? Goethe e il suo diavolo custode è un trattato che ci riporta indietro nei secoli, talmente accurato e profondo da fare sospettare che anche Mathieu abbia il suo satana personale.
GoetheSi tratta di una lettura in chiave ermetica e tradizionalista (nel senso della Tradizione unica, vecchio pallino della casa editrice di Bazlen & co.) dell'opera di Goethe, con particolare attenzione ai due "poli" incarnati da Werther e da Wilhelm Meister, dislocando la funzione di centralizzazione spirituale nel rapporto tra Faust e Mefistofele. Una lettura panottica di Goethe che risulterebbe inaccettabile senza considerare l'elemento virtuoso e manifesto, ai fini dell'indagine ermetica, che è la Teoria dei colori stesa dal grande tedesco, a spiegazione di che cosa sia e di come sia la Natura - cioè, in fin dei conti, di come si passi dall'Inqualificato al qualificato, dall'Uno ai molti. Trasudando neoplatonismo, anche di matrice massonica, la mappatura interpretativa di Mathieu non tralascia nulla e si candida a testo di riferimento per l'introduzione alle scienze occulte, più che a Goethe, dimenticando la poesia a favore del comparto meditativo, esattamente come è accaduto a illustri predecessori di Mathieu, da Burkhardt (Titus, non Jakob) alla Yates, da Schuon allo stesso Guénon.
I capitoli del libro sono autentiche iniziazioni intellettuali al back office alchemico e spiritualista di Goethe, libretti d'istruzione che aprono d'incanto porte mai spalancate dalla critica ufficiale, se non in accademici refusi o in involontarie e folgoranti intuizioni abbandonate a se stesse. Il libro di Mathieu non è per nulla un esercizio inane di germanistica o comparatistica, bensì il primo tentativo di rifondare, almeno in Italia, quella critica emblematica che viene richiesta quale supporto necessario a una letteratura allegorica e anagogica. La clamorosa semplicità con cui il lettore viene indotto a meditare sulle polarità maschile e femminile nell'opera di Goethe, la ricollocazione di fabulistico e teatrale nella prospettiva della ricerca della costante mitica che percorre la letteratura del padre del Romanticismo, l'evidenziazione del valore vibratorio e non soltanto semantico di certi colori inesplicabilmente evidenziati nelle opere dell'irenico vegliardo - questi sono soltanto alcuni tra i molti importi del saggio di Mathieu.
Avanzeremmo qualche dubbio, tuttavia, sulla risoluzione finale, che pone Mefistofele quale sfondo ishwarico della Manifestazione universale, quasi che esso fosse il punto senza spazio da cui si crea il mondo delle forme. Su questo andremmo cauti, e forse a torto, visto che non disponiamo di diavolo custode ma ci poniamo direttamente qualche piano sopra lo stesso Mathieu: il piano della fondazione di quel fondo mefistofelico che il professore adelphiano considera quale degna tappa finale.

Vittorio Mathieu - Goethe e il suo diavolo custode - Adelphi - 16,00 euro

  di Giuseppe Genna
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   data: 15 mag 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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