Bocca ha rotto le palle, le ha stracciate, le ha riciclate, rimpolpate, polverizzate di nuovo e adesso ci salta sopra con sadica gioia. Basta, davvero, basta coi libri di Giorgio Bocca. Il suo melodrammatico sentenziare è giunto ormai a livelli di parodia postmoderna, il suo stile enfaticamente rettorico e la sua ricognizione falso-storica hanno stremato anche i più volonterosi dei lettori. Che, in un assalto di estremo masochismo, stanno ugualmente decidendo di comprare a frotte il bilancio del secolo stilato da un giornalista (non uno storico, si badi) che nella vita è stato tutto, ma proprio tutto, e tutto il contrario di tutto: di sinistra, anticomunista, filosocialista, fustigatore dei socialisti, qualunquista e contro-qualunquista, italiano e antitaliano.
L'etichetta ultimativa, Bocca se la appiccica addosso con questo Secolo sbagliato: la fine ironia del titolo adombra due posizioni trombonesche che soltanto Bocca poteva avere l'entusiasmo di enunciare. Da un lato la prosopopea di chi giudica il proprio tempo, e lo fa moralisticamente, ne evidenzia i mali e le tragedie, come un laudator temporis acti che, facendo finta di avere visto un'altra epoca, in realtà non ha visto nessun'epoca: né quella presente né quella passata. E poi c'è l'ammissione, con sorrisetto accluso a poco prezzo, di chi dice: "eh, cari, sono nato nel secolo sbagliato"... Ma quale secolo andrebbe bene a Bocca? O meglio, a quale secolo andrebbe bene Bocca?
Noi, se fossimo un secolo, giusto o sbagliato, Bocca non lo vorremmo proprio. Oh, beninteso: non vorremmo nemmeno Scalfari Montanelli Feltri e tutti gli altri falso-moralisti da elzeviro quotidiano...
Giorgio Bocca, Il secolo sbagliato, Mondadori, 28.000 lire
COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.