Ernst Jünger è un uomo che le ha viste tutte: due guerre, l'ascesa e la caduta di Hitler, la conversione al Cristianesimo, l'LSD (è stato il primo umano a sperimentarla), insetti mai catalogati prima, orologi, clessidre, pietre, sangue, la morte del fratello e del figlio prediletto. Praticamente, tutto il secolo, essendo morto a 103 anni.
Della sua figura di romanziere, saggista, poeta, diarista e, più in generale, di intellettuale a tutto tondo, rimane l'impressione che ci si trovi di fronte a uno di quegli uomini inclassificabili ma comunque grandi. Un gigante del secolo che - con Siegmund Freud, Thomas Mann e Franz Kafka - ha portato lo stile e la lingua tedeschi a un livello assoluto. Sempre al centro del dibattito e delle polemiche (dovute alla sua precoce adesione a Weimar prima e al Nazionalsocialismo dopo), Jünger ha atteso tranquillamente che gli passassero dinanzi i cadaveri dei suoi occasionali avversari, rimanendo saldo nella sua postazione di osservatore privilegiato della Modernità, che scruta con un canocchiale impressionante le nuove figure e i nuovi miti, che s'affermano via via e che danno corpo e conferma alle sue profezie (da L'Operaio ad Avvicinamenti, dal lavoro alle esperienze estatiche, la letteratura di Jünger è un'inarrestabile profezia sul secolo che si annuncia). Boschetto 125 è il resoconto dell'esperienza drammatica e visionaria del ventitreenne Ernst Jünger, ufficiale sul fronte francese. Leggere le cristalline descrizioni di esperienze al limite dell'esperienza, nel vetriolo dello stile jungeriano, è scioccante per spiriti teneri e candidi come i nostri. Da meditare, per capire che il nostro è un tempo fatto di molti tempi e molti mondi, tutti collassati contemporaneamente.
Ernst Jünger, Boschetto 125, Guanda, 19.000 lire
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