Michele Monina è una delle migliori leve della produzione letteraria più recente in Italia. Ha pubblicato Questa volta il fuoco presso Derive&Approdi, uno dei migliori testi in prosa di fine Novanta (si tratta di una cronaca fantastica, allegorica e realistica al tempo stesso: ragazzi che vanno a Roma per partecipare a una manifestazione contro il governo Berlusconi; per parentele eventuali, fate un clic su James Baldwin).
In Aironfric, composto prima di Questa volta il fuoco (e un po' si sente... ;-D), la scrittura nervosa, frenetica, a spot di Monina racconta la fantastoria di un transessuale obeso che vuole diventare una strafiga alla Kathe Moss. Per un incidente durante l'operazione che dovrebbe installargli un anello di contenimento per lo stomaco, il titanio dell'aggeggio va a modificare il patrimonio genetico del transgender, che subisce una mutazione allucinante, perdendo l'aspetto umano per acquisire la forma di androide, supereroe fumettistico che agisce in tempo reale nel mondo reale.
Sebbene, agli occhi dei meno accorti, il romanzo di Michele Monina possa richiamare referenti per niente illustri (i pulp capitananti da Aldo Nove), il distacco da tali suggestioni è netto e ben governato dallo scrittore anconetano. Aironfric è un'icona dell'oggi, còlto nelle sue manifestazioni più inquietanti, forgiato da un occhio mediatico che nulla ha della paranoia da Grande Fratello, ma aleggia come un controspirito sulla flattanza di rifiuti del mondo contemporaneo.