Se volete divertirvi come dei pazzi, se vi piace Philip Dick, se adorate i postmoderni e se volete capire che cosa è la narrativa contemporanea, comprate Arc d'X. Costa poco ed è edito nella collana AvantPop di Fanucci, curata da due che se ne intendono e che stanno facendo, per la cultura italiana quello che Vittorini e Pavese fecero negli anni Cinquanta: sono Mattia Carratello e Luca Briasco. Arc d'X è una storia di storie, dove il tempo è percorso avanti e indietro, a furia di ambigue reincarnazioni, e dove tutto si coniuga in nozze alchemiche: noir, fantascienza, meditazione filosofica, sguardo sulla nostra società, geografia alternativa. E letteratura, ovviamente. Letteratura allo stato purissimo, come dev'essere: letteratura che intrattiene e diverte e fa pensare.
Il perno è Thomas Jefferson, cioè il creatore della democrazia all'americana e la storia di sua moglie, ex schiava alle sue dipendenze, di lui liberale e abolitore della schiavitù, di lui bianco stupratore della sua futura moglie negra (sì, proprio "nigger"). Si parte dall'America dei Fondatori, per sfondare in un futuro che più dickiano non si può, per passare a Berlino prima (o dopo?) la fine del mondo, oltre l'Occidente, dentro la Storia. Giovanna d'Arco, incroci a X (a partire dalla St. Andrew's Cross britannica), cronosismi, luce bianca che si intreccia con le tenebre nere: il libro di Erickson è una ventata di aria fresca, che rimette in moto il romanzo secondo un'accezione tutta nuova, in linea col titanico tentativo della green line americana, da Foster Wallace a Vollmann a Palahniuk, partendo da premesse tracciate da quel genio di Pynchon.
Steve Erickson, Arc d'X, Fanucci, 14.000 lire
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