Non si può essere così ingenerosi, così cinici (ma non bari) da stroncare Andrea Camilleri. Ce la prenderemo, allora, con il sistema che si agita attorno alle due prede che predilige: il pubblico dei lettori e lo scrittore triturato dal meccanismo.
E' quanto succede da un paio d'anni a Camilleri. Non discorriamo della bontà della sua letteratura, che è sufficiente anche se non eccelsa, ma del Sistema spettacolare che, turbinando, ne ha fatto un caso, autoincolpandosi maliziosamente per non essersi accorto prima di avere tra le mani un (supposto) grande scrittore. Camilleri aveva il suo pubblico selleriano: e andava bene così. A ottant'anni era un autentico autore underground: senza battage, scriveva quello che gli pareva, e i suoi lettori erano felici. Immancabilmente, quando i grandi editori si sono resi conto che quel circolo di amanti dell'idioletto siculo di Vigàta potevano costituire una nicchia di mercato, si sono seduti sul fenomeno, lo hanno incensato e pompato, hanno creato l'icona di un originale vecchietto siciliano (paragonandolo a Sciascia e a Bufalino: ma ce ne passa...), rimbambendolo con interviste a 369°, dove gli si chiedeva dal senso della vita al comunismo al suo erede nel noir italiota, chiamandolo "Maestro", trattandolo come in passato veniva trattata la mummia imbalsamata di un dittatore.
Ed ecco che Camilleri, che è tutto tranne che stupido, a ottant'anni si è messo a fare surf: cavalcando l'onda lunga dei macroeditori e consegnando loro i peggiori tra i suoi lavori, i racconti di Un mese con Montalbano e La mossa del cavallo (il primo mondadoriano, il secondo rizzoliano).
Se nel primo dei due titoli faceva la sua apparizione l'ineffabile commissario di Vigàta, nel secondo la scena è il protagonista: Vigàta, borgo siculo che per Camilleri è come la Macondo di Garcia Marquez, sul quale Camilleri non è nuovo a variazioni storiografiche in forma di romanzo. Qui, siamo nel 1877, tra ispettori capo che parlano in genovese e i soliti, eterni potentati che parlano siculo.
Aspettiamo, con rinnovata speranza sospirosa, la prossima uscita di Camilleri da Sellerio, che è il suo vero editore: quello dove il giallista siciliano pubblica libri belli.
Andrea Camilleri, La mossa del cavallo, Rcs, 25.000 lire
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