E' da un po' di tempo che Daniel Pennac ci delude. Sembrano lontani i fasti clamorosi dell'epopea originale di Malaussène, e un po' ne sentiamo nostalgia. Sarà perché viviamo in un mondo che manca di spirito e di passione, sarà perché un po' tutti ci eravamo affezionati al Pennac prima maniera: però le ultime uscite dell'autore della Prosivendola ci lasciano in bocca il sapore di qualcosa che poteva essere e non è stato e, soprattutto, la pancia ci resta vuota.
Accade, per esempio, con l'ultimo romanzo di Pennac, La passione secondo Thérèse, anticipato proditoriamente, a puntate, dalla Repubblica, un po' come è capitato al grottesco Hannibal sul Corriere questa fine estate.
Questa volta è Thérèse al centro delle vicende di casa Malaussène. Si innamora, si sposa, scopa, e perde qualità che al consorte, forse, potevano risultare l'unico autentico movente per il matrimonio. Il noir, allegro e scanzonato, ripropone intatti, ma un po' freddini, i cliché dei precedenti romanzi di Pennac.
E' tutto già visto, un poco più stantio di prima. I fan se ne sono accorti e i forum sono pieni di lamentele, qui sulla Rete. Si tutti aspettavano di più e avevano ragione.
Daniel Pennac, La passione secondo Thérèse, Feltrinelli, 24.000 lire
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