Siamo sinceri: Pepe Carvalho è un grande, ma il suo papà (Manuel Vazquez Montalbàn) poteva vigilare meglio sull'assurda produzione di una miniserie coprodotta dalla Rai e dalla tv spagnola, e andata in onda lo scorso giugno. Chi si immaginava un simile Carvalho? Con i capelli semiunti, continuamente ravviati da un manone nevrotico che si finge calmo, il faccione di un emulo fallito di Philip Noiret dal sopracciglio sempre alzato... Che ha una fidanzata vistosa e inutilmente stronza, interpretata da una Valeria Marini, la quale strizza gli occhi un frame si e uno no, è saccente e decerebrata al tempo stesso, e si scoscia con indicibile frequenza...
A parte il fallimento televisivo (com'è lontano Simenon, eh?), ora Montalbàn delizia i suoi ammiratori con un nuovo romanzo, Quintetto di Buenos Aires. Questa volta, Pepe è sulle tracce di un cugino scomparso. Arriverà a Buenos Aires, sulle tracce dello sciamannato parente, dove incontrerà una folla varipinta calata in una realtà dura e intricata come quella della capitale argentina (gli capita davanti persino uno che si spaccia per figlio illegittimo di Borges).
Gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma i fan di Carvalho li amano alla follia e il quintetto che alligna a Baires non mancherà di incantarli nuovamente, come succede con tutte le altre straordinarie icone della galleria di personaggi a cui Montalbàn ha dato vita.
Manuel Vázquez Montalbán, Quintetto di Buenos Aires, Feltrinelli, 29.000 lire
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