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  TABLOID: UN LIBRO IN RIVISTA

Ci sono due modi, per fare cultura: fare cultura e fare soldi. Da tempo immemorabile Mondadori ha deciso di fare soldi. A parte qualche notevole eccezione (gli Oscar, soprattutto, la collana Strade Blu, qualche notevole Meridiano), la linea di Segrate è quella di incrementare un'editoria da fast food, da hard discount, che sembra eccitare i vertici della casa editrice, riportando però a casa risultati che sfiorano il disastro.
A volte va bene. Come successe, per esempio, a Ramses, o ai Miti Poesia. In questi casi, arrivano i soldi, e arriva anche il raggiungimento dell'obbiettivo culturale (in nessun altro Paese si è arrivati a vendere centomila copie di un poeta). A volte, invece va male, e il bagno di sangue è assicurato. Capitò con lo sciagurato Napoléon, di Gallo, progettino delizioso che dava deliziosamente degli idoti ai lettori, ai quali si spacciava una (buona) biografia di Napoleone per una riedizione post-Terrore di Ramses. I lettori, però, idioti non sono, e soprattutto quando leggono sanno che non stanno guardando la tv, come sembrano invece arguire i facitori di mass market editoriale.
Eccoci, dunque, all'ultimo disastro (e, sia detto per inciso, all'ultimo insulto nei confronti dei lettori): Tabloid, un libro in formato rivista. Hanno sbagliato tutto: a partire dalla raffinata pubblicità, un'icona da fare rabbrividire i peggiori erotomani, la rivista arrotolata e infilata nello slip della fighetta da riviera riminese. Accanto, laconico, lo strillo: "Tabloid: a me piace così". Complimenti, davvero. A Segrate si aspettavano masse di bagnanti che avrebbero divorato Il silenzio degli innocenti, titolo scelto per lanciare furbescamente il bestseller d'autunno, Hannibal di Thomas Harris. Tutto calcolatissimo, all'infinitesimo: la carta che ricorda Stop o Cronaca Vera, che avrebbe conquistato il pubblico di massa, lo avrebbe avvicinato alla cultura, avrebbe educato nuovi e bolsissimi consumatori.
Ma il disprezzo, come il crimine, non paga. Tabloid ha riportato disastrose percentuali di vendita. E un sorriso vagamente nirvanico solca il volto degli editori concorrenti.

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