E venne il momento in cui Stephen King, il re dell'orrore (è orrido egli stesso), diventò buono. Anzitutto, fu prima dell'incidente (uno poteva aspettarsi che King si ammorbidisse soltanto dopo che gli avevano ammorbidito la spina dorsale investendolo in macchina). E poi: chi avrebbe immaginato che l'autore di IT e di Shining avrebbe sfornato una favola alla Andersen.
Invece l'ha fatto. E il pubblico dei lettori, che nei confronti di King è a dire poco monomaniacale, lo ha premiato. Chi è La bambina che amava Tom Gordon? Chi è Tom Gordon? Trisha McFarland è una bambina di nove anni, vive una vita normale (fino a un dato momento) ed è letteralmente innamorata della squadra di baseball dei Red Sox, per la quale stravede, soprattutto per le gesta del leggendario giocatore Tom Gordon.
Sembra tutto molto bello, molto ordinario, molto allegro e spensierato: come accade sempre (all'inizio) nei libri di King. Gli amanti del genere thrill, però, possono dormire sonni tranquilli (cioè pieni d'incubi): nemmeno adottando una narrazione alla fratelli Grimm il buon vecchio Stephen si congeda dalla suspense, di cui è maestro incontrastato. Soltanto, King desidera gestire meglio i brividi, compattarli in uno soltanto dei molti piani di lettura del libro.
E' la conferma che King è un grande scrittore: pare che qualcuno, a tuttora, ne avesse bisogno.
Stephen King, La bambina che amava Tom Gordon, Sperling & Kupfer, 30.900 lire
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