Esce da Einaudi la traduzione di Brief Interviews With Hideous Men, ulteriore capolavoro dell'autore di Infinite Jest. Sono interviste in cui vengono soppresse le domande dell'intervistatrice, confessioni di uomini sordidi a confronto con un'era confusionaria e drammatica, in cui si commistionano misoginia e viltà, mentre esplodono conflitti intersessuali inediti. Puritanesimo e repressione, eroismi privati e stupri segreti: i protagonisti delle interviste inventate da DFW schierano in letteratura il corredo generico di un tempo ambiguo e minaccioso. Ovvero, il nostro tempo.
IL LIBRO
Uomini da fare schifo- Vergogna, profonda vergogna. Oppure: indifferenza. Sguardi vuoti. Tic nervosi. Ossessioni, rimpianti, percezioni di una sconfitta. Una generazione inesistente che, in ogni caso, esiste e continua a fare danni. E che, per di più, è una generazione di americani. "Brevi interviste con uomini schifosi" recensito da Società delle Menti...
Uno che fa cose curiose... - ... e poi promette di non farle mai più. Parte da lontano l'interesse di Società delle Menti per questo geniale epigono del Postmoderno. Avvicinato a Pynchon per la sterminata erudizione che struttura le sue opere, paragonato a DeLillo per la nevrosi cospirativa e la nevrosi della nevrosi, è compagno di battaglia di gente come Vollmann e Palahniuk.
Il sorriso nero della nuova America - Il Corsera va in America a intervistare Foster Wallace. Il quale si fa trovare sdraiato su un tavolo di fòrmica, tra patatine unte e plastica varia. Ecco le sagge parole di un giovane pazzo già entrato nella storia della letteratura Usa...
Una voce che non ascolterete per parecchio tempo ancora: prima che i programmi televisivi o radiofonici si rendano conto che David Foster Wallace esiste, probabilmente, passerà ancora parecchio tempo. In Rete, invece, è possibile sentirsi un'intervista a un uomo schifoso, letta dalla voce dell'autore che se l'è inventata. E poi c'è un'intervista per nulla inventata: quella allo stesso DFW.