 | | PUTTANE PER GLORIA: IL LIBRO |  |  |
Puttane per G/gloria? In cerca di G/gloria? Guerre per G/gloria? E' praticamente intraducibile, il titolo di Whores for Gloria, il romanzo avantpop di Vollmann che esce per i tipi Mondadori, sotto il marchio Strade Blu, la collana di Segrate che sta militando con successo in prima linea nella lotta per la nuova letteratura (ha pubblicato Pelevin, Ridley, Brussig; pubblicherà, tra gli altri, Carroll ed Eggers). Antonio Scurati, americanista e scrittore in proprio (va detto, con ossessioni simili a quelle di Vollmann e, per questo motivo, linguisticamente calato nel crogiolo imaginifico dell'autore di Atlas), ha retto benissimo l'impatto con una lingua frenetica, proliferante e distonica come quella che Vollmann impiega in maniera fluviale nei suoi capolavori. Non si tratta soltanto di rendere in maniera straniata di un personaggio (forse) psicotico alla ricerca di Gloria, una puttana che (forse) non esiste. Si tratta di restituirci un mondo imploso e impazzito, dove l'amnio neotecnologico si confonde con esistenze marginali. Si tratta di restituirci un mondo fatto di margini. Quando Guy Debord osservava che si gloriava di frequentare soltanto "barboni, vecchi e ubriachi", forse, non immaginava che sarebbe stato in America, sotto l'assurda bandiera dell'AvantPop, che questa frequentazione avrebbe preso un corpo: letterario, ma solo in parte. Perché un aspetto non secondario dell'opera narrativa di William Vollmann è la realtà: come ribadisce per l'ennesima volta, le storie delle prostitute sono effettivamente vissute in prima persona dall'autore che, oltre alle bombe e alle mine in Afghanistan e Croazia, ha rischiato l'Aids nell'accompagnarsi con le puttane statunitensi da cui ha estratto temi e motivi di Whores for Gloria (ha rischiato l'Aids anche in Estremo Oriente, traendo spunti e idee per Storie di Farfalle). Non si tratta, ovviamente, di una forma di decadenza, codificata dalla tradizione maudit della letteratura e della paraletteratura. Si tratta, invece, di rendersi conto che lo scrittore, per una forma non tanto misteriosa di anestesia spirituale, ha ultimamente disertato il mondo. Tornare ad affrontarlo, come dimostra la scrittura e la grammatica immaginale di Vollmann, è davvero uno shock.
Soltanto con un'operazione di presa diretta era possibile fare tracimare il Vietnam in America, sottraendosi violentemente alla retorica hollywoodiana che gli Stati Uniti hanno elaborato come vaccino a una malattia divenuta troppo sottile e aggressiva - in poche parole: antieconomica - per essere tollerata ancora. Non soltanto. La febbre di Vollmann, che fa incarnare da un nome l'archetipo della nevrosi cortese (la donna bianca, intoccabile, metafisica, della cui esistenza o inesistenza non è questione occuparsi), è la scossa del mondo che reagisce alla mente e la risposta della mente a un mondo che, una volta di più, si è dimostrato reattivo e insofferente alle nostre idealizzazioni.
Non siete anche voi d'accordo con Vollmann che "la forma più pura d'amore" è quella della prostituzione? Attenti: è un test per misurare la gradazione avantpop presente nel vostro sangue. Se siete d'accordo con Vollmann, e se non vi viene in mente nessun autore di epoca decadentista, probabilmente siete lettori ideali di Puttane per Gloria...
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