L'ebook non funzionerà mai, è un dato di fatto. O meglio, non funzionerà come vorrebbero gli spaventati editori di tutto il mondo, i quali pregano giorno dopo giorno che il libro digitale sostituisca quello di carta e inchiostro. In realtà, la storia dei media insegna che ogni nuovo mezzo di comunicazione non si sovrappone mai a quello precedente. Magari lo getta nel dimenticatoio, ma nel giro di poco tempo il medium obsoleto si riprende, assolvendo una funzione sociale diversa. E' stato così con televisione e radio e, prima ancora, con la scrittura e i graffiti (i quali oggi stanno recuperando tutta la loro pregnanza espressiva). E allora per quale motivo i nuovi soloni della cultura pontificano la fine del libro tradizionale? Dove sta il fondamento del loro colto dissertare? Probabilmente nel fatturato delle case editrici, le quali, da quando la Rete va di moda, sono del tutto terrorizzate nel prevedere il loro futuro economico. "Che cosa ne sarà di noi - pensano gli spauriti manager - quando in Rete saranno disponibili gratuitamente i testi che oggi si pagano a peso d'oro?" Ecco pronta la soluzione: progettare, insieme a Microsoft (che di monopoli se ne intende) un software che permette di scaricare da Internet interi libri. Ovviamente a pagamento e senza la possibilità di stampare, copiare, prestare il libro stesso. Siccome leggere un libro intero sullo schermo di un Pc è scomodo, c'è però la possibilità di scaricare il testo su un'agendina elettronica dal prezzo tutt'altro che economico. E i vantaggi dove stanno? Al di là di quelli intrinsechi a un ipertesto (multimedialità, maggiore interattività, inalterabilità), dicono gli editori, ci sarà anche la possibilità di sottolineare digitalmente, di prendere appunti e di trovare velocemente il significato delle parole sconosciute. Come se fino a ora nessuno abbia mai sottolineato, scritto una glossa o aperto un vocabolario!
L'alfabeto, in realtà, non è fatto per essere "appoggiato" ex abrupto su una scivolosa superficie di pixel. Lo dimostra la fatica che facciamo ogni volta che dobbiamo leggere le parole su di uno schermo elettronico. L'alfabeto ha bisogno della carta rugosa, dove le parole possano essere lette tranquillamente in sequenza. Senza bisogno di citare gli studi di De Kerckhove, Eugeni, Longo e capoccioni vari, appare chiaro quindi che il libro digitale non fagociterà mai il suo antenato cartaceo. Questo non significa che l'ebook sia una tecnologia inutile, bensì una tecnologia che dobbiamo imparare a usare nel migliore dei modi, senza cercare di piegarla a inutili finalità economiche di basso livello. Sarà forse il mondo delle professioni o degli archivi finora imperfetti il giusto target del libro elettronico? Comunque sia, non sarà certo lo studente che deve preparare un esame o l'appassionato di letteratura che, il suo romanzo preferito, gode soltanto a tenerlo tra le mani.
HAROLD BLOOM
Internet è come il Congo - Docente di letteratura all'università di Yale, Harold Bloom è famoso in tutto il mondo per i suoi studi su Shakespeare. Spinto dal quotidiano "New York Times", ha deciso di confrontarsi con un romanzo in veste elettronica. Il risultato? L'ebook finito praticamente in pezzi: schermo troppo piccolo, esperienza culturale negata, nessuna intimità. Un'esperienza sofferta quella di Bloom. Per lui è meglio la carta.
Libri, un piacere dei sensi - "Un volume dalla veste anonima è molto più invitante di un ronzante portatile con i fili al rimorchio". Non ha peli sulla lingua John Updike, autore di oltre 50 libri sugli argomenti più disparati. Secondo l'eccentrico osservatore della società contemporanea, un libro elettronico impedisce di avere col testo l'indispensabile rapporto di intimità richiesto dalla letteratura.
Primi passi - Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. Passata la paura che Internet facesse chiudere baracca e burattini, alcuni editori stanno sviluppando serie politiche di investimento nei confronti della Rete. In realtà siamo ancora in alto mare. Solo Mondadori e Apogeo hanno cominciato a produrre ebook, ma secondo una logica commerciale già superata. Basta pensare agli autori messi in commercio: De Crescenzo, Pontiggia, Bevilacqua, Citati, Fede...basta così?
IL CASO KING
Riding the bullet - Come al solito, Stephen King è arrivato prima degli altri. In attesa del suo nuovo best-seller, ha deciso di pubblicare un racconto breve soltanto in ebook. Dopo un apparente successo, è arrivato il flop più totale, anche perché la versione dgitale è stata crackata dopo pochi giorni. Riding the bullet è ora disponibile in tutte le librerie, stampato su quella cosa che si chiama carta.